Come faccio a capire se mio figlio è discalculico? Quali sono i test da fare?

 

Queste sono alcune delle domande che è normale che un genitore si faccia.

 

Andiamo a vedere qual è l’iter da seguire.

 

Innanzitutto devono esserci delle difficoltà con la matematica, chiaramente.

 

Dopo aver visto il neuropsichiatra ed aver compreso che non c’è alcun ritardo, si possono affrontare i test sulla discalculia.

 

Vengono valutati 3 aspetti:

1. La conoscenza delle cifre;
2. Le abilità con i calcoli;
3. I numeri.

 

Per il primo punto bisogna verificare che i bambini non invertano i numeri o li scrivano al contrario. Quindi tuo figlio ha chiarezza su cosa siano le cifre?

 

Il secondo aspetto è la difficoltà di comprendere la quantità. E quindi va verificato anche questo.

 

Il terzo punto è la comprensione di somma, sottrazione, moltiplicazione e divisione.

 

Per quest’ultimo aspetto puoi comprendere perché non si parla di test sulla discalculia prima della fine della terza elementare.

 

Uno dei nemici della discalculia è rappresentato dalle tabelline, quindi evita di stressare il bambino con questa fatica.

 

Lasciagli usare gli strumenti compensativi ed evita davvero la memorizzazione.

 

Ansia e stress sono i nemici che peggiorano di tanto le difficoltà che tuo figlio ha in ogni caso.

La matematica non è solo essere bravi a fare i conti, ma anche mantenere un livello di attenzione elevato per riuscire a fare l’esercizio.

La prima cosa che devi evitare è continuare a far ripetere lo stesso esercizio nella speranza che riesca a comprendere il meccanismo.

Questo perché, se il ragazzo ha perso l’attenzione o gli è salita ansia/tensione, quell’esercizio non solo è inutile, ma è anche dannoso.

 

Altro errore da evitare è spiegare la matematica esattamente come l’hai imparata tu e questo purtroppo capita spesso, sia a casa che a scuola.

Un ragazzo in difficoltà ha bisogno di vedere le cose da una prospettiva diversa, non con decine di insistenze.