SEI DISLESSICO? LA VERITA’ E’ CHE NON TI IMPEGNI ABBASTANZA!

SEI DISLESSICO? LA VERITA’ E’ CHE NON TI IMPEGNI ABBASTANZA!

Ecco la nuova moda di questi ultimi anni!
Bisogna stare al passo coi tempi e inventarsi delle cose per rendere più movimentata la vita scolastica dei ragazzi, non trovi?

E allora forza! Hai un PDP (ne già parlato qui Valentina: http://www.wladislessia.com/adhd-e-piano-didattico-personalizzato-la-trappola-delle-buone-intenzioni/) che prescrive che le verifiche siano fatte secondo determinati criteri? E allora perché rispettarlo fin da inizio anno!?

Facciamo delle prove uguali per tutti, così capisci fino a che punto puoi spingerti! Vediamo se sei “migliorato“, vediamo se sei “al passo con gli altri“, vediamo semplicemente se nel tempo hai compensato e gli strumenti non sono più così necessari…

Tutte frasi contestabili, ma che credo siano state sentite da un sacco di ragazzi DSA e dalle rispettive famiglie… 🙁

E allora oggi vorrei capire quale sia il senso di questa FOLLIA!

Perché sono giorni che provo a ragionare su questa roba, ma non riesco a trovarne una motivazione!

Andiamo con ordine:

– lo studente è dislessico e il suo PDP prevede che possa usare gli schemi o i formulari;

– le prove già alzano il livello di tensione;

– L’insegnante ha firmato il PDP ma, in fondo in fondo, pensa: “non posso certo darti i formulari e la calcolatrice e poi valutarti come faccio con gli altri! Non sarebbe giusto! Facciamo una prova senza, così ti dimostro che la verità è che non ti impegni abbastanza: il tuo, in realtà, è poco più che un capriccio”

Ma facciamo finta che gli intenti siano buoni: vorrei che ci concentrassimo sugli effetti e, a questo punto, dividiamo la faccenda in due casi:

  1. la prova va bene;
  2. la prova va male

Nel caso 1 nasceranno sicuramente degli equivoci quali:

  • “vedi che non hai bisogno delle mappe (formulari, calcolatrici ecc…)”;
  • “ la verità è che non ti impegni abbastanza”;
  • “cavolo sono stato bravo, quindi devo smettere di usare gli schemi perché altrimenti gli altri pensano che imbroglio”;
  • “eh ma è andata bene perché era facile”.

 

E così via. Con l’effetto che non c’è un vero valore, anzi si rischia di creare ancora più confusione nell’uso di strumenti che sono prescritti in una legge dello stato (la 170 dell’ottobre 2010 per chi ancora non lo sapesse).

Ed è come dire di non usare gli occhiali a un miope per leggere! E perché? Perché Valentina​ gli occhiali non li usa quindi non li usi nemmeno tu!

Caso 2, quello ancora più devastante, la prova va male:

– il ragazzo ha la conferma di non essere capace (grande lavoro sulla sua autostima!);

– l’insegnante, che pensa che lui o lei copi dalle mappe (ebbene sì, si sente ancora questa idiozia in giro), avrà la conferma della cosa: “ecco perché Paola​ prendeva 8 alle medie, copiava”!

– il ragazzo si trova un voto negativo sul registro e dovrà iniziare la rincorsa alla sufficienza;

“se fino a prima ho usato la calcolatrice e riuscivo (anche se a fatica), perché me la devono togliere?” In modo tale da non riuscire, aggiungo io!

Poi, soprattutto nel secondo caso, ci ritroviamo dei ragazzi assolutamente frustrati che perdono la residua fiducia nelle loro capacità, e perché?

Ma se invece di perdere tempo con ’ste cose, ci si occupasse di creare un metodo di insegnamento che realmente compensi e aiuti TUTTA LA CLASSE a migliorare?

Se invece di fare questi “esperimenti”, si passasse del tempo ad apprendere e fare una didattica che realmente funzioni per tutti?

Io sono anche stanco di dover tirare su l’autostima dei ragazzi, vorrei concentrarmi sul renderli FORTI, AUTONOMI, INDIPENDENTI.

Vorrei lavorare con i genitori BASTONANDOLI (metaforicamente) su come opprimono i figli con l’ansia dei voti, non aiutandoli a ripulirsi dalla frustrazione di non vedere i figli compresi e IMPRIGIONATI da un sistema che non funziona per nulla e che ha un costante effetto, che è quello di creare ETICHETTE indelebili!

Basta tentativi ed esperimenti sulla pelle dei ragazzi: concentratevi sulle persone e vedrete che le cose cambieranno.

Penso a Ilenia​ e a come il suo talento sia potuto emergere, oppure a Cecilia​, Stefania, Anna e tanti altri ancora…

Sono cresciuti grazie a:

STRUMENTI INNOVATIVI (al tempo) E SUPER EFFICACI quali le mappe mentali;

UN AMBIENTE DI STUDIO/LAVORO STIMOLANTE, CON PERSONE CHE NON HANNO MAI SMESSO DI CREDERE IN LORO

– UNA GRANDE DETERMINAZIONE;

E poi hanno maturato una caratteristica vincente: a un certo punto se ne sono fregati e sono andati avanti per la loro strada.

E questi sono i risultati:

http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__w-la-dislessia-conte-saba-rocco.php?pn=5552

La copertina e tutte le immagini del libro sono frutto di chi ha avuto la possibilità di far emergere il proprio talento: Ilenia!

Io sto con l’apprendimento, quello vero!

“Non scoraggiare mai qualcuno che si sta impegnando per fare dei progressi, non importa quanto lentamente migliora.” – Platone

E a proposito di ambiente, vieni a trovarci nel nostro gruppo su facebook (https://www.facebook.com/groups/721839084626445/)

A presto!

Alessandro

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