PSICOLOGI 1 – DOCENTI 0. Quando due anni fa vi dicevo che gli insegnanti erano tutti esauriti.

PSICOLOGI 1 – DOCENTI 0. Quando due anni fa vi dicevo che gli insegnanti erano tutti esauriti.

Qualche tempo fa mi trovavo su un treno.

Non un treno ad alta velocità, ma uno sfigatissimo interregionale di quelli con gli scompartimenti chiusi e il corridoio sulla destra, diretto a Firenze o in qualche paese della zona.

Stavo seduta davanti a una vecchietta cercando di evitare ogni possibile spunto di conversazione, finché non è entrata una donna, tra i 40 e i 45, secca e stizzita tipo prugna e dietro di lei un uomo, più giovane, con la valigetta e la scritta sulla fronte “supplente”.

Si sono messi uno di fronte all’altro ed è iniziato uno dei dialoghi più assurdi che abbia mai sentito in vita mia.

Immaginali tutti e due docenti precari diretti lontano da casa: da Nord a Sud o da Sud a Nord (in realtà ricordo benissimo l’accento, ma non voglio che ti soffermi troppo su questo: c’è un genere di stupidità che va oltre ogni limite geografico).

<< La verità è che questo lavoro a me fa schifo e fa schifo a tutti, solo che gli altri non lo dicono. Io i bambini proprio non li sopporto, non capiscono niente e comunque non gli interessa, ma con quello che ho studiato, cosa vuoi fare? >>

<<No, io tutto sommato mi diverto. Perché urlo. Io urlo e loro sono terrorizzati e così fanno quello che gli dici. Alcuni piangono proprio>> – risate complici –

<<Ascolta, io non posso diventare scema dietro a loro. E poi il pomeriggio almeno non devo stare a scuola e d’estate torno a casa>>

E avanti così.

Per due ore di viaggio, una conversazione così allucinante che anche la vecchietta di fronte a me continuava a strabuzzare gli occhi finché non è scesa dal treno, lanciando ai due un anatema con lo sguardo che non so neanche se siano sopravvissuti.

Così, in questi giorni, quando ho letto dell’ultimo episodio di un insegnante che ha preso a calci un alunno perché si rifiutava (RIFIUTAVA!) di scrivere frasi offensive alla lavagna, non potevo non ripensare a quella vecchietta e, soprattutto, ai due deficienti seduti sul treno di fianco a noi (lo so, abbi pazienza, ma non ce l’ho un altro modo con cui chiamarli).

Certo, la Corte di Appello di Bari ha già confermato la condanna per i reati di lesioni volontarie ed abuso di mezzi di correzione, ma rimane da chiedersi se questo insegnante verrà anche licenziato (sai com’è…), anche se sono abbastanza certa che non succederà. (qui maggiori dettagli: http://www.orizzontescuola.it/docente-ordina-studente-scrivere-frasi-ingiuriose-rivolte-allo-studente-condannato/)

Eppure, qualcuno mi aveva ascoltato quando, già un paio d’anni fa – in tempi non sospetti – parlavo del livello di ESAURIMENTO (perché di questo si tratta) degli insegnanti.

Che comunque, con tutto il rispetto del loro malessere, se ne stanno ben seduti dietro la cattedra neanche Pierino li avesse incollati alla sedia e al loro posto di lavoro come nei film degli anni ’80.

Quando dicevo che:

  • Circa il 30% dei docenti (tutti i docenti, anche quelli “idonei”) fa ricorso all’uso di psicofarmaci
  • La frequenza di patologie psichiatriche tra gli insegnanti è due volte quella degli impiegati, due volte e mezzo quella del personale sanitario e tre volte quella degli operatori manuali.
  • Oltre la metà dei pensionamenti anticipati per motivi di salute sono legati a una diagnosi psichiatrica.

(nel caso non l’avessi ancora letto, l’articolo lo trovi qui http://www.wladislessia.com/insegnanti-e-burn-out-la-verita-e-che-hai-sbagliato-lavoro/)

E la situazione non solo non è cambiata, ma è stata confermata dagli studi dell’INPDAP, che analizzando le domande di inabilità lavorativa e facendo accertamenti sanitari a tutti i lavoratori pubblici, sono arrivati alla conclusione che…

gli insegnanti sono i lavoratori che soffrono più di tutti di stress e sindrome del burnout, che procura ansia, esaurimento, panico, irritabilità, agitazione e riduzione dell’autostima.

Che fare, allora?

Il garante per i minori Antonio Marziale si è messo una mano sulla coscienza e ha proposto al MIUR VISITE PERIODICHE con lo psicologo. (il testo integrale della richiesta lo trovi qui: http://www.oggiscuola.com/web/2017/03/13/visite-psicologiche-docenti-testo-integrale-della-richiesta-del-garante-marziale-al-miur/)

… perché lo psicologo è la professione per eccellenza capace di avere questa visione olistica

Beh, grazie Antonio, il riconoscimento fa sempre piacere.

… e diventa uno strumento fondamentale per l’analisi delle criticità e per l’intervento o la prevenzione su di esse”.

Vero, non serve sottolinearlo, ma vero.

… e la figura dello psicologo è quella maggiormente accreditata per potersi occupare del rischio psicosociale

Giusto.

… in quanto adeguatamente formato per fare un’idonea valutazione e un intervento appropriato in tale contesto.

Grazie Antonio, siamo a posto così.

“…Il compito dello psicologo, infatti, è quello di aiutare a lavorare su OGNI tipo di disagio, a trasformarlo in consapevolezza e a trovare la forza di andare oltre, senza dover ricorrere alla violenza, fisica o psicologica sugli alunni minori”

No, davvero, sta diventando imbarazzante.

In conclusione, si chiede, pertanto, che venga attuato e reso obbligatorio un “Piano di prevenzione” attraverso la previsione obbligatoria di visite periodiche (almeno una volta l’anno e ogni qual volta se ne ravvisi la necessità) da parte di uno psicologo per i docenti, visite finalizzate ad assicurare le condizioni di benessere psicologico, a ripristinare l’equilibrio mentale necessario a tutti, tanto più ad un insegnante, al fine di prevenire ogni forma di azione lesiva della salute psico-fisica degli alunni.

No, aspetta.

Mi stai dicendo che il “Piano di prevenzione” consiste in una visita ANNUALE che dovrebbe

  1. assicurare le condizioni di benessere psicologico
  2. ripristinare l’equilibrio mentale
  3. prevenire OGNI forma di azione lesiva della salute psico-fisica degli alunni

Antonio, non è che vogliamo tirarci indietro, ma insomma… noi all’università passiamo anni ed anni a studiare la salivazione del cane di Pavlov.

I disegni con la vecchietta che se la guardi storta sembra giovane o l’elefante con 4 zampe che sono 5 e non si capisce dove inizia e dove finisce.

Non è che siamo pronti ad affrontare una cosa del genere.

Io ti ringrazio per la fiducia, davvero, mi sento anche un po’ lusingata, ma tu pensi SUL SERIO che basti una visita annuale per sistemare la situazione di uno che prende a calci un bambino perché non si insulta da solo alla lavagna?

O dei due idioti del treno che ammettono candidamente di odiare tutti i bambini e, nonostante questo, non ci pensano proprio a lasciare il loro posto di lavoro?

La realtà è che neanche i brufoli sul sedere li curi con una visita annuale.

Sì, puoi verificare che ci sono e accorgerti che bisogna intervenire, ma se poi non fai nulla per cambiare la situazione, quelli restano lì.

E a quel punto:

  1. O li elimini definitivamente
  2. O attendi pregando che per qualche motivo se ne vadano da soli.

Perciò Antonio, apprezzo il tentativo, ma qui bisogna agire in modo un po’ più drastico.

BISOGNA

MANDARLI

VIA.

TUTTI.

Ma non quando siamo già allo stadio della denuncia (che comunque non li mandate via lo stesso, prova ne è la maestra del mio paese che picchiava i bambini ed è stata trasferita in un’altra scuola).

Quando, di fronte ai problemi EVIDENTI, si rifiutano comunque di affrontarli e iniziare un percorso di terapia SERIO.

Non una visita annuale.

Perché, parliamoci chiaro, secondo te questa visita di controllo cosa dovrebbe portare alla luce, più di quanto il dirigente scolastico, gli altri colleghi o i bambini non sappiano già?

O pensi davvero che non giri voce, nelle scuole, di quando un insegnante è fuori di testa o che i suoi alunni non lo sentano, che puzza di alcol quando entra la mattina in classe?

Antonio, Antonio…

Mi sa che ne abbiamo ancora, di strada da fare.

Però è un inizio, apprezzo il tentativo.

E mi dispiace pure un po’, perché so che tanto questa proposta non te l’approveranno mai.

Perché ci saranno proteste, indignazioni, violazioni della privacy, scioperi… come sempre accade quando si prova a far alzare qualcuno da quella cattedra.

Ma io vedo del buono in te Antonio, ho capito le tue intenzioni.

E devi insistere, non smettere di crederci.

Non fare come me, che ormai so come va a finire.

Perché sai la verità qual è?

La verità è che non esistono ansia, panico o stress, non più di quanto non ci siano per chiunque faccia sul serio il proprio lavoro.

La verità è che non sono “i bambini di oggi”, le classi pollaio o i genitori cafoni (per quanto, effettivamente, ci siano)

E nemmeno gli stipendi, i fondi tagliati o i concorsi mancati.

La verità, caro Antonio, è che hanno sbagliato lavoro.

“I buoni insegnanti sono costosi, ma i cattivi maestri costano di più.”
(Bob Talbert)

Alla prossima!

Paola

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Alessandro Rocco

1Commento
  • Chiara

    5 agosto 2017 alle 22:37

    Questi “brufoli sul sedere” non dovrebbero avere il potere di restare sempre sulle loro sedie impunibili… Come sempre Grande PAOLA!!

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