BASTA DA OGGI SI CAMBIA! MA TU COSA HAI FATTO DAVVERO?

BASTA DA OGGI SI CAMBIA! MA TU COSA HAI FATTO DAVVERO?

Oggi sto pensando intensamente a come posso trasferirti un concetto base, semplice, ma tremendamente efficace.

Ormai dovresti sapere che mi trovo pressoché ogni giorno ad avere a che fare con genitori che vorrebbero cambiare la situazione in cui si trovano, che vorrebbero aiutare i loro figli o che vorrebbero semplicemente ritrovare un po’ di tempo per loro stessi.

E allora cominciano i proclami: “Da oggi le cose cambiano…”, “Non permetterò alla scuola di rovinare mio figlio!”, “Fino ad oggi mi è andata bene così, ma ora basta!”

Ti ritrovi in alcune frasi di questo tipo? Credo che sia normale, anche se mi auguro in realtà che tu mi dica: “Alessandro, smettila con questi esempi perché non mi rappresentano!”

Ora magari non rappresentano te, ma rappresentano forse qualcuno con cui hai un profondo legame e quindi voglio che tu legga quello che ti sto per dire con grande attenzione.

Qualche tempo fa stavo ascoltando Business Caffeina, il podcast più scaricato per mesi su youtube, e sono stato colpito da una frase di Piernicola De Maria, uno dei due protagonisti del “programma”. (Se la parola podcast ti crea confusione ti spiego in 2 parole che non è altro che una trasmissione che può essere ascoltata o scaricata attraverso internet).

Durante questa chiacchierata sul business e su come produrre risultati tra Piernicola e Frank Merenda (l’altro protagonista del programma), sono rimasto impressionato quando ho sentito:

“’Sta storia famosa che leggete nei libri di motivazione che le 2 più grandi forze sono il piacere e il dolore, è una cazzata! C’è una forza ancora più potente del piacere e del dolore ed è l’inerzia; ancora più del piacere e del dolore. Una forza potentissima è quella che tiene le persone ferme esattamente dove sono: non hai bisogno di nulla per continuare a rimanere nel tuo stato di immobilità.”

Mentre ascoltavo quella puntata del podcast ero in Croazia e stavo correndo; mi ricordo ancora adesso – nonostante siano passati diversi mesi – in quale punto della strada io fossi: ero in salita e c’era un caldo micidiale!

E in quel momento mi sono detto:

“Questa cosa la devo assolutamente inserire in un articolo perché è FONDAMENTALE!”

E mentre correvo mi sono venuti in mente un sacco di momenti in cui, dopo l’entusiasmo iniziale, le persone mollano! Ma mollano miseramente e poi tornano a lamentarsi di come sarebbe potuta andare la loro vita se… E giù a darsi addosso e a pensare alla sfortuna!

Quando ho iniziato a fare questo lavoro sono cresciuto nel mito delle due grandissime forze che spingono ogni essere umano ad agire: il PIACERE e il DOLORE.

Ho fatto corsi in cui spiegavo che noi ci muoviamo o per cercare qualcosa che ci piace (PIACERE) o per allontanarci da qualcosa che non ci piace (DOLORE) e credo ancora adesso che questo ragionamento abbia un senso.

Basta pensare a come siamo stati educati: MINACCIA di una PUNIZIONE o possibile RICOMPENSA.

La stessa calza della befana (l’hai ricevuta vero qualche volta…?) ha dentro i dolcetti perché sei stato buono o il carbone per i bambini cattivi e la befana – fine pedagogista – per non sbagliare metteva sempre tutti e due (perché un bambino qualcosa di sbagliato lo dovrà pure avere fatto no?).

E potrei andare avanti citando “BASTONE e CAROTA”, ovvero l’abilità di ricorrere alternativamente alle buone e alle cattive maniere per raggiungere uno scopo, come si fa con gli asini che un po’ vengono ingolositi con le carote e un po’ vengono bastonati quando le carote non bastano a vincere la loro volontà di stare fermi.

Noi siamo cresciuti così!

Gli insegnanti passano buona parte delle loro lezioni a motivare i ragazzi a studiare:

“Se studiate verrete promossi, Se non studiate verrete bocciati.” Piacere e dolore, costantemente alternati.

Ma con quali risultati? Se funzionasse sempre in maniera scientifica motivare le persone con ‘sta roba qui, allora tutti otterrebbero risultati, no?

E invece ci sono un sacco di ragazzi che in ogni caso non fanno e ci sono un sacco di genitori che in ogni caso non cambiano le cose. E ci sono anche un sacco di professionisti che hanno fatto un migliaio di corsi di formazione, si sono detti “Questa volta cambio davvero!” e si ritrovano dopo qualche tempo ad essere FERMI!

A questo punto è chiaro che non possiamo pensare che piacere e dolore siano una forza così potente, se le persone tendono a replicare sempre gli stessi schemi.

Evidentemente l’INERZIA, che in fisica – materia che ho sempre odiato – viene definita come “la tendenza della materia a non modificare il suo stato di quiete o di moto”, è una forza ancora più grande.

Significa che per fare un cambiamento bisogna muoversi, altrimenti il corpo (e anche la mente) per natura tendono a preservare l’equilibrio.

Se vuoi un cambiamento tecnicamente devi muovere il cu*o!

Eppure tu mi puoi dire “Ok Ale, tutto chiaro, io voglio il cambiamento, sto facendo un sacco di cose per cambiare, ma le cose non cambiano. A scuola sempre gli stessi pensieri, mio figlio non mi considera… eppure ci provo!”

E qui ti rispondo dicendoti che

muovere il cu*o è solo il primo passo!

Ti sei mai iscritto in palestra? Io sì, un tot di volte.

La domanda delle domande è: dopo l’iscrizione ci sei andato con continuità? Ecco, questo è un passaggio chiave. Tu puoi anche desiderare un cambiamento, puoi fare delle azioni, ma quelle azioni poi necessitano di continuità. Altrimenti torni esattamente allo stato iniziale.

Pensa a quando hai deciso di iniziare a leggere i nostri articoli. All’inizio c’era sospetto, c’era curiosità e poi hai cominciato a leggerli e magari ad appassionarti. Poi li hai condivisi su facebook, sulla bacheca di alcuni amici con l’idea di sentirti dire “che bello, grazie!”.

Magari tu sei appassionato e cerchi di coinvolgere altre persone in questo tuo processo, ma arriva subito una doccia fredda: proprio la persona che nella tua testa avrebbe partecipato assieme a te a questo cammino di crescita, ti dice: “con me queste cose non funzionano, non ci credo” o cagate del genere.

A quel punto tu puoi scegliere se andare avanti per la tua strada o farti condizionare dalla risposta negativa.

E riuscirai a proseguire per la tua strada solo se tu hai raggiunto una nuova posizione di equilibrio, ovvero se stai bene nel tuo nuovo modo di vedere le cose.

Paola, una mamma che seguo, mi dice sempre che da quando ha iniziato a leggere molti libri, ha cambiato il suo modo di ragionare. I primi tempi non era facile, perché figli e marito vedevano con “sospetto” questa novità e la vedevano strana.

Lei stava uscendo dall’inerzia e quel cambiamento era visibile. Il punto è che

quando cambi tu, inevitabilmente fai cambiare anche le persone attorno a te.

Pensa a tuo figlio! Se è abituato a sentirti urlare e strepitare ogni pomeriggio, sarà strano per lui sentirsi dire le cose con calma. Ma è ovvio che se non trovi benessere nel vivere in questo “nuovo” modo, tornerai inesorabilmente a fare le stesse cose che facevi qualche settimana fa. Ma questo non te lo dico io, te lo dice la fisica!

Immagina di essere legato con un elastico alle tue vecchie abitudini, se non trovi piacere nel fare le cose in maniera diversa, l’elastico di ricondurrà esattamente dove eri qualche tempo fa.

“Basta, da oggi non guarderò più il registro elettronico di mio figlio tutti i giorni!” è un’affermazione meravigliosa, ma se non ti farà stare bene questa cosa nuova, nel lungo termine tornerai esattamente a fare le cose come le facevi prima.

Ma la cosa fighissima è che quando trovi il tuo nuovo equilibrio, non hai più bisogno di tornare indietro. Infatti Paola legge un sacco ora e nessuno le dice nulla.

L’ultimo punto è che va bene muoversi, va bene trovare un nuovo equilibrio, ma…

Non devi fare le cose a caso!

Devi scegliere cosa fare e anche le persone con cui fare una parte del percorso, altrimenti il passo per tornare indietro sarà immediato.

Circondati di persone che possano esserti d’esempio e che abbiano le competenze per sostenerti.

Per questo motivo abbiamo creato un percorso specifico per genitori, con l’obiettivo di darti ogni strumento utile per sostenere te e tuo figlio: W LA DISLESSIA A CASA TUA! http://www.wladislessia.com/w-la-dislessia-a-casa-tua/.

Quale modo migliore di lavorare su di te per aiutare davvero tuo figlio?

E vedrai che, dopo un po’, guarderai indietro e ti chiederai com’è possibile che quella persona che vedi sia la stessa che sei diventata ora.

“Il mondo è quel disastro che vedete non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare!” – Albert Einstein

A presto!

Alessandro

 

 

 

 

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Alessandro Rocco

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