COMPITI PER LE VACANZE CHE STRAZIO!

COMPITI PER LE VACANZE CHE STRAZIO!

In questi giorni di vacanza, ebbene sì anche io mi godo un meritato riposo ogni tanto, ho visto cose che voi umani… A no quella è un’altra storia!

Dicevo, in questi giorni, passeggiando nelle vie del villaggio con Valentina e il nostro pupo (di cui ti ho parlato in questo articolo: http://www.wladislessia.com/le-4-cose-fondamentali-per-tuo-figlio-fin-dal-primo-giorno/) mi è capitato di “buttare l’occhio” nelle verande degli altri villeggianti.

Non è che mi sono messo a spiare eh, ma in certi orari le scene erano sempre le stesse:

Figlio ingobbito sul tavolino e tendenzialmente incazzato e papà a dirgli come fare i compiti, con tanto di predicozze infinite su quanto il ragazzo fosse indisciplinato o, ancora peggio, poco attento o irrispettoso.

La cosa che in ogni caso mi colpiva molto era che, diversamente da quanto accade durante l’anno, non erano le mamme a urlare come aquile per far lavorare i figli, ma i papà.

Questo mi ha stranito molto: magari in vacanza il papà ha più tempo libero e prende lui in carico la parte scolastica?

Certo che se però lo fa con fare dittatoriale e coercitivo, beh allora non si va molto lontani…

“Ti ho detto mille volte che questo problema si fa così!”

Eh bravo, ho capito anche io che gliel’hai detto tante volte, ma se il risultato è sempre lo stesso non ti viene in mente di cambiare approccio?

Se tuo figlio non riesce a comprendere i passaggi come glieli spieghi tu, non ti passa per la testa che forse glielo stai spiegando male?

Sembra troppo spesso di vedere cinesi che parlano con brasiliani, usando la propria lingua di origine, fregandosene di rendere comprensibile all’altro quel che si dice.

Ma te la immagini la scena? Il cinese che si incazza perché l’altro gli risponde in portoghese ed il brasiliano che diventa una vipera perché non capisce il mandarino! E’ un delirio!

Eppure con i compiti, che sia la mamma o che sia il papà, si ottiene lo stesso identico effetto:

TUTTI INCAZZATI GLI UNI CON GLI ALTRI!

Ma perché mi dico io? Perché vi dovete rovinare anche 7 brevissimi giorni di vacanza a causa di questa attività:

  • Dannosa (basta vedere le conseguenze relazionali dei compiti);
  • Inutile (perché non è vero che si dimenticano le cose ed è inutile come è posta l’attività);
  • Senza senso.

Perché?

Se non ti sei fatto mai questa domanda, te la rifaccio io:

perché ti devi rovinare anche 7 giorni di vacanza a causa dei compiti per le vacanze?

Sono quasi certo che potresti darti e darmi risposte come:

  • Sono tantissimi e non c’è tempo per farli;
  • Mica potrà stare 10 giorni senza fare esercizio;
  • La maestra mi ha detto “pochi per giorno così non si dimentica”;
  • Qualcosa dovrò pur fargli fare nell’ora del silenzio.

La realtà è che, nella maggior parte dei casi, questa pressione dei compiti nasce perché altrimenti non ti senti un genitore adeguato e perché c’è la competizione con la mamma di Gianluca, che fa ottenere un sacco di risultati al proprio figlio (che ha tutti 10 magari).

Bisogna smetterla!

Smetterla di mettere tutto questo peso attaccato ai risultati sulle spalle dei ragazzi!

Smetterla di credere che i compiti servano come esercizio per andare meglio a scuola!

Smetterla di passare ore, giorni, settimane tenendo se stessi e i figli in questa situazione di stress!

E smetterla di mettere al primo posto la scuola e quei cacchio di voti!

NON SE NE FARA’ NULLA NELLA VITA DEI VOTI!

Ripeti con me:

NON SE NE FARA’ NULLA NELLA VITA DEI VOTI!

Nella vita gli servirà avere imparato qualcosa e di sicuro quel modo non produce vero apprendimento, ma solo costrizione che, quando va bene, crea noia e disinteresse, ma quando va male può creare totale rifiuto per lo studio e per la scuola.

E ancora peggio può creare rifiuto nei tuoi confronti.

Vuoi davvero quello? Fai esattamente quello che ti sto descrivendo ed il risultato sarà assicurato!

Sono pessimista? No! Ho solo l’esperienza giornaliera sia con i ragazzi che con i genitori, che mi fa vedere le cose in questo modo.

Ogni giorno mi capita di “calmare” mamme e papà e di dover allo stesso tempo far riappassionare alla scuola i ragazzi.

Credimi: mi piace, mi entusiasma il mio lavoro, ma preferirei non dover mettere cerotti ogni giorno ai rapporti che ci sono in famiglia. Preferirei poter lavorare nella direzione dell’autonomia, della collaborazione, dell’assunzione delle responsabilità.

E a proposito di responsabilità:

a chi appartengono i compiti?

A tuo figlio! Sono una sua occupazione, tu al massimo puoi fare un’attività di verifica (odio la parola controllo), ma soprattutto puoi essere un sostegno quando ci sono delle difficoltà.

Ad esempio se tuo figlio è dislessico, è ovvio che tu puoi aiutarlo nella lettura.

Di sicuro non è utile se, sapendo che fatica a leggere, ti ostini a dirgli di leggere un pochino per fare esercizio.

A questo proposito ti faccio un esempio: tu cammineresti sui vetri rotti? La risposta immagino e spero che sia no. Allora mi spieghi perché vuoi far leggere forzatamente tuo figlio se per lui il dolore è paragonabile a quello di camminare a piedi nudi sui vetri rotti?

A volte si tratta solo di buon senso.

“Sì ok Alessandro, ma mio figlio non è dislessico, ha semplicemente poca voglia di fare!”

E cosa ti dovrei rispondere io? Che i compiti sono in ogni caso una sua attività, non devi essere tu a litigare ogni giorno per gli stessi motivi idioti. Ricordati che per tuo figlio nella maggior parte dei casi (se si ostina a non volerli fare invece è scontato) i compiti sono una noia, un supplizio a cui si rinuncerebbe volentieri! Ricorda i vetri rotti.

Ma allora cosa puoi fare? Segui questi semplici passaggi.

  1. L’estate è fatta per giocare, il primo obiettivo di ogni giornata DEVE essere quello!
  2. Gioca assieme a lui, anche quello è un momento di crescita.
  3. Osserva come è impegnato nelle cose che gli piace fare DAVVERO.
  4. Rilassati e prenditi una pausa.
  5. Impara a fare un esercizio di silenzio quando vedi cose che non ti piacciono o che sbaglia. Non serve intervenire sempre, salvo quando ci sono situazioni di pericolo ovviamente!

Quei 5 passaggi sono fondamentali per la crescita, ma so anche che questi maledetti compiti vanno fatti, allora voglio darti alcune idee su come affrontarli nel migliore dei modi:

  • Decidi assieme a tuo figlio un momento in cui ci sarà lo spazio compiti. Non ci crederai, ma è importante l’organizzazione per i ragazzi e in questo modo possono imparare anche delle semplici regole. Guarda questo video che ho fatto sul nostro canale YouTube ad esempio: I COMPITI DELLE VACANZE, COME SOPRAVVIVERE!

Attenzione però! Se si decide che si fanno solo la mattina o se si decide che in vacanza non si fanno, poi non rompere le palle con il “dovresti fare di più!”

  • Fai in modo che ci sia un luogo in cui possa fare i compiti con calma e tranquillità (lontano da videogiochi, cellulari, tablet e televisioni per esempio).
  • Dai il tuo aiuto e il tuo sostegno quando è utile farlo. In generale il momento opportuno è quanto tuo figlio ti chiede. Se lo assilli durante il suo lavoro non fai altro che disintegrare la sua stima di sé. Di questo ho già parlato qui: http://www.wladislessia.com/scopri-come-distruggere-tuo-figlio-in-6-mosse/
  • Se ti accorgi di un errore, qualche volta lascia correre: non succede nulla di nulla. Ma se vuoi aiutarlo a migliorare, allora invece di dirgli “Guarda come hai scritto qui…” (spesso con tono criticante e minaccioso), chiedigli di riguardare quella frase per vedere se è tutto a posto. Ti ricordo che se arriva a scuola con i compiti perfetti e tutti corretti da te non è che sia particolarmente utile e intelligente come cosa.
  • Il tuo è un lavoro di SUPERVISIONE, quindi limitati a fare questo compitino e se questa cosa ti stressa, allora non hai alternativa che evitare di fare questa attività! Darebbe stress sia a te che a tuo figlio.

E sperimentati nel gioco più difficile del mondo: IL SILENZIO!

Piantala di accendere un disco che inizia a dire sempre le stesse cose, perché l’unico risultato certo sarà che NON TI ASCOLTERA’ PIU’!

E se ti accorgi che stai per ripetere per l’ennesima volta quella frase che sai che vi farà litigare, allora quello è il momento: SILENZIO!

Ma soprattutto tra qualche mese ricomincerà la scuola, staccate davvero la spina!

Buone vacanze!

“Un maestro non è chi insegna qualcosa, ma chi ispira l’alunno a dare il meglio di sé per scoprire una conoscenza che già possiede nella propria anima.” – Paulo Coelho

A presto!

Alessandro

 

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Alessandro Rocco

2 Commenti
  • Federica

    2 agosto 2016 alle 15:06 Rispondi

    Io ho deciso di non prendere il libro per le vacanze (facoltativo) per mio figlio: la maestra – alla consegna delle pagelle – ha tenuto a precisare che questo potrebbe essere una discriminante all’inizio della scuola!
    Ma non era facoltativo?

    • Alessandro

      2 agosto 2016 alle 16:14 Rispondi

      Siamo alle solite, una storia già sentita un sacco di volte. Fare leva sul senso di colpa è uno strazio vero.

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