HAI DIFFICOLTÀ ORA CON TUO FIGLIO: LORO CI PENSANO A SETTEMBRE!

HAI DIFFICOLTÀ ORA CON TUO FIGLIO: LORO CI PENSANO A SETTEMBRE!

Lo so, sembra incredibile, ma questo è il succo della risposta del nostro presidente del consiglio alla domanda di una giornalista che recitava così: “Cosa possono fare le famiglie che torneranno al lavoro con i bambini?”

So già che questo articolo potrebbe piacerti o potresti odiarmi perché lo stai leggendo, ma ti chiedo un gigantesco sforzo intellettuale: non filtrare quello che scrivo attraverso le tue idee politiche, ma leggi, se vorrai, i concetti.

Se invece sei schierato, fermati pure qui.

Faccio un lavoro tale per cui il colore politico non rappresenta il centro dei miei interessi e non mi interessano destra, sinistra, centro o verde, giallo, rosso o azzurro. Mi interessa capire se vengono fatte delle cose davvero utili per le famiglie ed i ragazzi con cui abitualmente ci relazioniamo.

E so, perché sono intellettualmente onesto, che non è per niente facile gestire una situazione di crisi come questa ed è normale che si siano dovute prendere posizioni molto forti.

Ma, dopo aver chiuso, bisogna iniziare a pensare ad un piano di ripartenza.

Che sia a Giugno, a Luglio, ad Agosto o in Settembre.

Le famiglie hanno il diritto di sapere cosa si sta decidendo per il futuro dei ragazzi.

Stiamo attenti alla salute, ci mancherebbe, nemmeno lo discuto, ma ricordiamoci che i calcinacci che cadono in testa ai nostri figli da anni forse è arrivato il momento di sistemarli.

Non esiste che non ci sia un’ipotesi di ripartenza con piani strategici, gare di appalto (mi viene male solo a pensarci visto come vanno di solito) e creazione di strutture funzionali e formazione di insegnanti che possano finalmente lavorare in un posto di lavoro BELLO oltre che salubre.

E credimi! In questo articolo parlo anche per tutti quegli insegnanti che si stanno trovando completamente abbandonati da istituzioni che da anni hanno disintegrato completamente la scuola italiana.

Questa crisi ha fatto emergere completamente questi temi e li ha fatti scoppiare come una bomba atomica.

Pensa a questi punti essenziali:

  • INFRASTRUTTURE
  • CLASSI TROPPO NUMEROSE
  • POCA PREPARAZIONE DIGITALE DI INSEGNANTI
  • PDP RISPETTATI, MA A VOLTE NO
  • RAGAZZI IN SITUAZIONI DISAGIATE MESSI ALL’ANGOLO

Questi punti c’erano tutti, anche prima! Solo che ora sono esplosi con una potenza inaudita.

I primi due punti in particolare hanno creato anche vittime in questi anni con i crolli che ci sono stati a San Giuliano (a causa del terremoto per carità, ma l’edificio era fatiscente prima).

Ora il virus li fa emergere!

E cosa si fa? Invece di ragionare su come migliorare le classi, ma anche e soprattutto come rivedere la didattica, si pensa addirittura di aprire (forse) a settembre. Ma se vuoi aprire a settembre, forse sarebbe il caso che ORA venissero fatti dei lavori per migliorare la situazione delle scuole. O aspettiamo agosto per poi dire che a settembre i cantieri non sono ancora finiti?

Seguo diversi gruppi che parlano di scuola digitale e ancora vedo insegnanti che non sanno come caricare un file in una piattaforma!

Ma ti pare normale? È chiaro che non tutti hanno la stessa velocità a imparare nuove strategie, ma allora cosa stiamo aspettando a fare un passo verso questa formazione?

Senza contare che magicamente i PDP (Piano Didattico Personalizzato) in molte occasioni sono completamente spariti. Ma siamo seri: sparivano anche a fine quadrimestre perché… “devo finire il programma”.

Quindi era un problema già esistente, che ora si è esacerbato. Ora si è allargato il problema, non è nato.
Come detto più volte, un insegnante che applicava il PDP prima senza problemi, lo fa anche adesso. Ma chi prima si nascondeva dietro al suo antico modo di pensare, ora può avere mille scuse e le usa tutte.

Senza contare che, soprattutto alle Elementari (Primaria per i puristi) ci sono bambini che hanno visto le maestre per… GLI AUGURI DI PASQUA!

Le scuole sono chiuse da due mesi e tu hai fatto un video per gli auguri di Pasqua.

Da diversi giorni vedo ogni giorno almeno 6 nuove famiglie, che fissano delle consulenze con me (a proposito vai qui se vuoi capire come lavoriamo —-> FISSA UNA TELEFONATA GRATUITA), quindi, da inizio crisi ci sono un centinaio di famiglie che ci stanno chiedendo come fare ad aiutare i figli.

Bene! Se a Marzo ero ancora stupito del fatto che la DAD (didattica a distanza) non fosse partita, ora sono inorridito perché a fine Aprile moltissimi bambini hanno visto le maestre pochissimo (se non zero) ed altri mi dicono che “iniziamo questa settimana” (28 aprile per dire).

E quindi cos’è la DAD per questi bambini? Compiti su compiti e mamme che devono insegnare e portare avanti il programma.

E adesso cosa succede da qui alla fine della scuola alla crescita di quei bambini?
Avranno discusso con mamma e papà perché non capiscono l’utilità ed il senso di quello che stanno facendo.

Quindi, cari ministri con i vostri esperti nelle task force (a proposito non ricordo quanti genitori di ragazzi con DSA o ADHD siano tra le persone sentite…) volete capire che serve un piano strategico per far sì che la scuola riparta almeno a Settembre?

Non sto dicendo di aprire domani. Sto dicendo che dovete dire a CHIARE LETTERE quale sia il progetto. E se non c’è un progetto significa che dobbiamo metterci le mani nei capelli perché significa che a settembre non aprirete nulla ed i bambini vivranno questo schifo ancora a lungo.

Ma parliamo anche dei bambini 0-6, quelli senza DAD. Vi rendete conto del danno incalcolabile che stanno subendo, vivendo isolati ed in casa con genitori che magari devono in qualche modo lavorare e non possono fare altro che affidarli a questi tutor?

  • TELEVISIONE
  • VIDEOGIOCHI

Perché, siamo seri, ancora una volta. Come puoi pensare di poter conciliare lavoro ed un bambino di 2/3 anni se non hai valvole di sfogo?

“Eh ma c’è questo virus e tu pensi al benessere mentale di bambini e famiglie?”

Sì, cazzo!

L’OMS di cui tutti parlano in questo periodo perché “l’ha detto l’OMS” fa figo dice:

La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità.
La salute mentale, come altri aspetti della salute, può essere influenzata da diversi di fattori socio-economici, sui quali è necessario agire attraverso strategie globali di promozione, prevenzione, trattamento e recovery in un approccio di government globale.

Molto bene! Io chiedo se stanno pensando a quella parte di benessere fisico, mentale e sociale.

Non puoi risolvermi il problema ora? Benissimo! Ma dimmi come pensi di risolverlo, aiuterebbe molto.

Ricorda sempre che la parte emotiva fa una differenza clamorosa, soprattutto in periodi come questi in cui c’è tanta paura e tanta tensione.

E non posso pensare che i bambini ed i ragazzi siano sempre menzionati per ultimi e solo perché qualche giornalista incalza.

Alberto Pellai (che non dovrei presentarti, ma lo faccio: medico, esperto di prevenzione in età evolutiva, psicoterapeuta dell’età evolutiva) giusto ieri diceva:

Quattro mesi di niente

Rispetto a bambini e bambine, ragazzi e ragazze, il messaggio che abbiamo ricevuto è che a settembre, “certamente”, riapriranno le scuole. E già su quel “certamente” si è scatenata una bagarre.
Tenendo comunque buono questo “certamente”, è giusto notare (e far notare) che siamo alla fine di aprile. Le scuole dovrebbero aprire a metà settembre, più o meno.
In mezzo ci sono più di 4 mesi. Completamente vuoti. E da riempire.
Da quello che ho capito io, al momento si tratta di quattro mesi di niente.
Qualcuno ci dica qualcosa di più. Penso che siamo tutti d’accordo che: “Certamente non vanno bene quattro mesi di niente”.

Non è questione di fretta, ma è normale che le famiglie si chiedano cosa succederà ai propri figli, cosa possono e non possono fare.
SERVONO RISPOSTE!

A me quel “4 mesi di niente” spaventa.

Senza contare che se si riapre tutto un poco alla volta, ma non si riapre chi possa aiutare i genitori che dovranno tornare a scuola, diventerà impossibile tutto.

“Eh ma allora dillo che volete le scuole aperte perché non sapete dove parcheggiare i figli” dice qualcuno.

“Io ho risolto così: mia moglie sta a casa ed ho risolto il problema” dice qualcun altro.

E quindi, secondo molte persone, il carico dovrebbe essere messo tutto sulle spalle delle mamme.

Già le donne di base guadagnano meno, sono meno coinvolte in processi decisionali (dobbiamo tornare alla task force del premier?) e sono più vessate in ambito lavorativo (basta vedere quante aziende ancora chiedono “desidera figli?” con il malcelato pensiero che rispondano no così non staranno a casa da lavoro), vogliamo metterle all’angolo e ripristinare una società patriarcale?

Le mamme hanno tutto il diritto di tornare al lavoro (ricordando che non tutte sono dipendenti), così come i papà.

Ma, a parte il bonus baby sitter o il congedo parentale, tu hai sentito altro? Apro una parentesi sul bonus. Una babysitter assunta, se la paghi poco ti costa 1600/2000 € al mese, siamo sicuri che il bonus basti?
Aggiungo: e le baby sitter non hanno figli?

Senza contare che anche tra gli insegnanti ci sono genitori! Come fanno ad essere costretti ancora per mesi a dividersi tra figli e lezioni?

Servono risposte. Risposte chiare. Che possano far intravedere una direzione verso la quale si sta navigando.

La navigazione a vista, hai capito anche tu in che baratro sta portando.

Io faccio i complimenti a tutte le famiglie che ogni giorno si impegnano per garantire benessere emotivo e il diritto all’istruzione dei figli.

Faccio i complimenti a tutti gli insegnanti che lavorano notte e giorno in una situazione di emergenza totale (anche familiare).

E ringrazio chi ci dà fiducia ogni giorno, nel nostro gruppo Facebook (https://www.facebook.com/groups/721839084626445/), nel nostro canale YouTube (https://www.youtube.com/c/WLADISLESSIA)e nelle decine di appuntamenti che state fissando, affidandoci il vostro patrimonio più prezioso: I FIGLI!

Mi sono accorto che in tutto questo marasma, moltissime persone hanno iniziato ad accorgersi di cosa è davvero importante per i figli (e gli studenti). Non sono le conoscenze fini a se stesse, ma è il lavoro sulle abilità e le competenze.

Sono felice che non sto più facendo appuntamenti in cui mi si chiede aiuto sulle singole materie, ma nella maggior parte dei casi, quando chiedo l’obiettivo della telefonata le risposte sono:

  • IL RAPPORTO CON MIO FIGLIO
  • VEDERLO FELICE
  • AVERE UN FIGLIO CONSAPEVOLE DELLE SUE CAPACITÀ

Perché una disgrazia ti fa capire cosa conta davvero ed ora è ancora più bello lavorare in W la dislessia!

Moltissime persone ci stanno letteralmente aprendo le loro case e ci ritroviamo a vivere nella vostra quotidianità, aiutando, nel nostro piccolo, a migliorare le vostre relazioni e la consapevolezza dei vostri ragazzi.

Anzi, se vuoi sapere qualcosa di più, fissa una telefonata con noi, cliccando qui: FISSA UNA TELEFONATA GRATUITA

I BISOGNI DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI NON POSSONO ESSERE RIMANDATI A SETTEMBRE.

Serve lavorare subito ed ora, nella sfortuna, ci è stato regalato molto tempo per aiutare i ragazzi a scoprire le loro reali capacità.

È molto bello ed emozionante, questo è il messaggio che dovrebbe arrivare a chi decide. Le famiglie sono l’esempio di quello che si dovrebbe fare.

“Il futuro appartiene a coloro che si preparano per esso oggi.” –  MALCOLM X

A presto!

Alessandro

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