IL VIRUS DELL’INDIFFERENZA: SE TUO FIGLIO STA MALE, NON DIRLO A NESSUNO!

IL VIRUS DELL’INDIFFERENZA: SE TUO FIGLIO STA MALE, NON DIRLO A NESSUNO!

Pare ormai evidente che i ragazzi passeranno le prossime settimane a casa a seguire le lezioni dal loro tablet, smartphone o computer.

E ti assicuro che questo non è il problema maggiore!

Se è vero che ci troviamo di fronte ad un’emergenza imprevista e che dobbiamo affrontare in qualche modo, è anche vero che dobbiamo tenere gli occhi bene aperti su quello che sta succedendo nelle nostre case e nelle camere di questi “poveri” ragazzi.

Non è una situazione facile, non ci sono dubbi!

Improvvisamente i nostri figli si sono ritrovati a dover vivere la scuola su un piano completamente diverso, però è anche vero che la scuola non è fatta solo di didattica e quindi, se è vero che si stanno attivando i vari docenti in qualche modo, è altrettanto vero che la parte emotiva, la parte personale non è curata abbastanza.

Nello scorso webinar un’insegnante ci ha addirittura scritto che la sua proposta di dedicare del tempo alla parte emotiva è stata bocciata perché “dovete occuparvi del vostro lavoro”.

Bella decisione direi! Meglio il programma da finire, forse?

Una mamma, qualche giorno fa, ha risposto ad Alessandro “ora bisogna pensare alla salute, la parte psicologica in questo momento non si affronta. Vedremo ad emergenza finita!”

STA CIPPA AD EMERGENZA FINITA!

Se ancora non ci si rende conto che l’aspetto emotivo fa parte della salute delle persone e del loro benessere, allora non si è capito nulla.

Nulla! Nulla! Nulla!

Ci troviamo di fronte a ragazzi che:

  • Non hanno più la possibilità di interagire come prima con i loro coetanei
  • si trovano invasi in uno spazio privato che è la loro casa dalla scuola

Sul primo punto possiamo raccontarcela in tutti i modi che “tanto sono sempre con lo smartphone e non è cambiato nulla da prima”.

È cambiato tutto e lo sai bene tu che stai leggendo, solo che fa comodo trovare delle giustificazioni.

Il secondo punto merita un po’ di attenzione in più.

Questi ragazzi si trovano ad aprire letteralmente le porte di casa propria (spesso la camera da letto) alle telecamere per essere interrogati, magari. Qualcuno ha mai pensato all’implicazione invasiva di tutto questo?

Uno spazio sacro come quello della propria camera da letto diventa improvvisamente pubblico.

“Eh ma che sarà mai” dirà il solito benpensante, che poi aggiungerà “adesso siamo in crisi e vale anche questo…”

STA CIPPA! Di nuovo.

Ma le relazioni così si modificano in modo netto. È vero che ci si videochiama e quindi il contatto con gli amici rimane, ma vorresti dirmi che tu sei così felice durante questi aperitivi su whatsapp?

All’inizio ti diverti, è una cosa nuova, ma dopo vuoi dirmi che non ti lascia un po’ di magone?

Ecco, amplifica di un bel po’ e capirai come in genere si potrebbe sentire un ragazzo.

Chiaramente ogni ragazzo può reagire in modo diverso.

C’è chi affronta la situazione reagendo con forza e mantenendosi in gestione emotiva.

Ma ci sono anche ragazzi che si trovano a mettere in atto dei comportamenti particolari che noi dobbiamo imparare a VEDERE e ad OSSERVARE, con estrema attenzione.

Un genitore ha il compito di stare all’erta rispetto ai comportamenti dei figli.

Ora andiamo a vedere quali possono essere questi comportamenti dei ragazzi.

INIZIANO MILLE ATTIVITÀ SENZA FINIRNE UNA
Questo è abbastanza normale, anzi è un modo per cercare di sopravvivere. Vivendo in una realtà sospesa, è assolutamente normale che ognuno cerchi di andare avanti a modo suo in questo clima di incertezza.

Sei sospeso tu, figurati tuo figlio che ti guarda.

La necessità di aprire tante cose e non portarne a compimento nessuno, ci trasporta in una dimensione del tempo che non esiste e se lascio tutto in sospeso, allora significa che quella cosa non sta succedendo (almeno a livello inconscio).

Quindi se sta capitando a tuo figlio, ricordati che è normale. Tienilo in considerazione, ma non arrabbiarti con lui.

VANNO IN SOFFERENZA SENZA IL LORO SPAZIO (soprattutto gli adolescenti)
Siete davvero certi che le relazioni si possano limitare a whatsapp o instagram o tic tok?

Quella dell’adolescenza è una fase delicatissima dove c’è una necessità fortissima di ritagliarsi uno spazio proprio e in questo momento, non tutte le famiglie, non tutte le case, hanno la possibilità di dare uno spazio personale ai ragazzi.

Prova a pensare a quelle famiglie che hanno per necessità una stanza condivisa tra più fratelli o nemmeno quella a volta. Qui c’è una gigante invasione dell’intimità e della dimensione personale dei ragazzi ed è fondamentale che un genitore si renda conto che questa situazione ha delle conseguenza serie sulla salute emotiva dei ragazzi.

Tutto quello che stiamo vivendo non ha solo ricaduta sulla salute fisica, ma anche (e per i ragazzi soprattutto) sulla parte personale ed emotiva.

Non posso darti come obiettivo quello di far stare sempre bene tuo figlio, ma devi avere gli strumenti per accompagnarlo in questa fase di alti e bassi inevitabili.

Questo è sicuramente un momento molto impegnativo ed è il momento in cui dobbiamo stare maggiormente all’occhio rispetto a quello che stanno vivendo i ragazzi.

Tieni sempre gli occhi aperti anche sulle conseguenze della paura che i ragazzi vivono.

Informati su tutto quello che succede, ma fallo con coscienza. Non ha senso avere tutto il giorno il telegiornale acceso a sentire notizie drammatiche, magari mentre i bambini giocano.

Comincia a fare da filtro, ma rispondi sempre con sincerità alle domande che ti vengono fatte.

Il filtro deve essere relativo alle tue paure su quello che il mondo ci sta inviando. Serve che un genitore sia solido, ora più che mai, ma anche flessibile, comprendendo che per certi versi, ahimè, ancora si naviga a vista.

Non aver paura di chiedere aiuto, anzi approfitta del fatto che per queste settimane stiamo dedicando ancora maggiore attenzione alle persone, anche con iniziative gratuite, come quella di fissare una consulenza con uno dei nostri professionisti che ti guiderà a capire come fare per sostenere tuo figlio e che tipo di percorso è il più utile per lui.

Vai a questo link, guarda il nostro video e lascia i tuoi dati, ti chiameremo appena possibile (senza impegno ovviamente): FISSA UN COLLOQUIO CONOSCITIVO CON NOI

Non sei uno specialista e non devi diventarlo, ma metti in luce i tuoi sentimenti, la tua affettività, insomma la parte bella di te e fai sentire a tuo figlio che ci sei e sei e sarai la sua forza anche in un momento così delicato.

Non permettere a questa intollerabile indifferenza per le emozioni di continuare a fare danni.

Alla prossima!

Paola

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Alessandro Rocco

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