LE 5 LEZIONI DI VITA CHE PUOI IMPARARE DA… BIM BUM BAM

LE 5 LEZIONI DI VITA CHE PUOI IMPARARE DA… BIM BUM BAM

Ieri stavo parlando con un papà durante un colloquio in cui mi raccontava quali fossero le difficoltà del suo bambino e abbiamo fatto una bella chiacchierata sul mondo delle regole e quanto possono essere complicate da far comprendere ai ragazzi.

Lo so, già ti suona strano che fosse un papà e non una mamma, ma ogni tanto anche i papà decidono di investire del tempo per il miglioramento dei figli.

Durante questa conversazione mi sono venuti in mente i miei pomeriggi a casa di nonna alle elementari, ma anche all’asilo.

E mi sono reso conto che… Era davvero molto facile essere bambini allora ed anche essere genitori. Di sicuro era più facile farsi ascoltare!

E ieri mi è venuta in mente la trasmissione per eccellenza per un bambino cresciuto negli anni ’80: BIM BUM BAM (clicca qui per sentire la sigla e fare un tuffo nel passato: https://www.youtube.com/watch?v=0Y21rv4y7OM).

Questo programma, per me nato nel 1978, è stato l’accompagnamento automatico di ogni pomeriggio dopo scuola. L’idea era semplice: 3 conduttori, tra cui Paolo Bonolis, una mascotte in peluche, UAN (diventato il simbolo di Italia 1), scenette e tanti cartoni animati (Tutti in campo con Lotti, Mimì, Mila e Shiro, Holly e Benji e tanti altri ancora).

Ora mi potrai anche dire “ma che ca**o c’entra Bim Bum Bam con dislessia, regole e scuola”?

Leggi fino in fondo e capirai bene il perché.

Perché BIM BUM BAM, Paolo Bonolis, Uan and company erano così importanti come alleati dei genitori?

  1. Il programma aveva una durata limitata (2 ore);
  2. La fascia oraria era 16-18;
  3. Era l’unica possibilità di cartoni animati (in più c’era Odeon TV, ma gli orari erano simili);
  4. Clima familiare in conduzione;
  5. I bambini si sentivano protagonisti.

In poche parole l’offerta di cartoni animati e di “distrazione” era limitata ad un momento preciso della giornata e, soprattutto, per i bambini era facile avere una routine giornaliera costante.

Ma andiamo a vedere punto per punto perché questi 5 punti erano un validissimo alleato dei genitori.

IL PROGRAMMA AVEVA UNA DURATA LIMITATA

Un bambino sapeva che per i cartoni animati c’era un tempo definito e non servivano di sicuro le prediche che vedo fare ai giorni nostri da parte dei genitori.

Non poteva esistere “voglio vedere i cartoni animati ancora un po’”. Non c’erano altre possibilità. Finita la trasmissione, finiti i cartoni.

Oggi ci sono almeno 20 canali, tra pubblico e privato, che trasmettono i cartoni animati 24 ore su 24, diventa un delirio se non prendi in mano tu la situazione! Per non parlare di YouTube che ha tutti i cartoni animati che un bambino può vedere da tablet o smartphone.

I miei genitori (o i miei nonni) dovevano stare attenti a quelle due ore e, ti dirò, ci stava anche che un bambino potesse passare quel tempo davanti alla TV.

Ora tu devi vigilare molto di più.

Al tempo non servivano chissà quali regole. Ora devi stabilirle con cura e prima. Altrimenti sei FINITO!

FASCIA ORARIA 16-18

Altro punto a grandissimo favore di BIM BUM BAM.

Le elementari che ho fatto io e che ha fatto la maggior parte di chi sta leggendo questo articolo avevano il seguente orario 8.30-12.30 (o giù di lì) dal lunedì al sabato.

Questo significava che tornavi a casa da scuola, mangiavi, facevi anche il riposino ed alle 14 eri pronto per fare i compiti (pochi in confronto ad ora ovviamente, ma di questo ho parlato diffusamente in questo articolo: http://www.wladislessia.com/compiti-per-casa-siamo-i-primi-in-europa/). Finiti i compiti arrivava il momento dello svago.

E facevi anche in tempo ad andare a fare una corsa in cortile (qui parlo di me che stavo da nonna in campagna).

La situazione ora è la seguente:

  • Tempo prolungato;
  • No sabato (non sempre eh);
  • Ritmo infernale;
  • Un sacco di compiti;
  • Mai tempo per stare fermi a non fare nulla.

Chiaramente c’era in quel periodo il tempo di fare tutto. E, finito bim bum bam, allenamento!

UNICA POSSIBILITA’ GIORNALIERA PER VEDERE LA TV

Se tu sai che i cartoni animati sono condensati in un unico momento e vuoi vederli, puoi fare solo una cosa: imparare ad organizzarti.

Attenzione! Avevo anche io compagni di classe che passavano pomeriggi a studiare. E’ normale che tutti abbiano velocità diverse. Non è che adesso c’è la dislessia e prima non c’era. C’era eccome! Solo che non lo si sapeva ed i ragazzi passavano ore a non riuscire a fare le cose ed a sentirsi incapaci.

Ma… C’era una grande differenza. Tutti i miei compagni di classe erano in ogni caso contenti e, nella maggior parte dei casi, anche i genitori.

Non è che ora sei tu che carichi con le TUE ansie le giornate di tuo figlio?

Non è che compri videogiochi perché vuoi che sia felice di te perché ti senti in colpa altrimenti? Salvo poi sentirti in colpa perché non sai come fare a toglierglieli?

Ricorda che tuo figlio ti ascolta, ma devi metterti nelle condizioni di essere ascoltato. Questo vale sempre!

“Alessandro non riesco più a vedere il telegiornale!” Non era possibile qualche anno fa: non c’erano cartoni animati alle 20.

Ora però non devi accettare che sia tuo figlio a disporre della tua vita in questo modo.

CLIMA FAMILIARE NELLA CONDUZIONE DEL PROGRAMMA

I conduttori erano tutti giovani, dei ragazzi alle prime prove nel mondo dello spettacolo in fondo, ma da fuori avevi l’idea che ci fosse un clima familiare. Insomma pareva un posto dove un bambino non poteva che stare bene.

A me sembravano amici davvero. Poi magari si odiavano eh, ma quello che arrivava era un clima di leggerezza e spensieratezza che serve ad un bambino.

In più non serviva il parental control (una funziona che puoi impostare sulla tua tv perché tuo figlio non veda programmi dedicati ad adulti o violenti). Non ce n’era bisogno. C’erano pochi canali e tu bambino sapevi di avere accesso a Italia 1 e manco ti interessava andare a fare zapping.

Bim Bum Bam era il tuo momento.

Mi vuoi dire che ora esiste qualcosa del genere? Un bambino si appropria del telecomando quando ha massimo 2 anni e riesce a fare cose sbalorditive per te che lo stai guardando.

Sulle prime sei orgoglioso di vedere come sappia accendere e spegnere la TV, come sappia perfettamente quale sia il numero dei canali. Ma dopo poco ti accorgi che sei FREGATO.

Se tu non prendi in mano la situazione (e il telecomando) tuo figlio diventa il PADRONE della televisione. (Vedi punto precedente)

I BAMBINI SI SENTIVANO PROTAGONISTI

Una delle particolarità di BIM BUM BAM, innovativa per il periodo quanto antica pensandoci oggi, era la possibilità per i bambini di inviare delle letterine che venivano lette in onda.

Potevano parlare di mamma e papà, fare gli auguri ai nonni, ai fratelli, oppure salutare degli amici.

Era una piccola cosa, ma li rendeva protagonisti. A me dava l’idea di conoscere ogni giorno un amico in più.

Le lettere avevano anche un’altra caratteristica: la lentezza! Mettersi a scrivere a mano una letterina per parlare di un sentimento o di una situazione era un modo per rallentare.

Non credi servirebbero momenti così al giorno d’oggi? Ora tutto frenetico.

I bambini fanno zapping.

I bambini accendono la tv e poi la lasciano accesa e si mettono a fare altro.

Tu la spegni. Loro si arrabbiano.

La riaccendono. Ti arrabbi tu.

E in tutto questo continuo a vedere bambini che passivamente si piazzano (o sono piazzati) davanti alla TV e si rinchiudono in un mondo parallelo per ore ed ore.

Poi magari tu vieni da me e mi dici “Alessandro, non capisco come mai mio figlio non riesca a stare attento a scuola…

Io poi ti chiedo cosa fa durante il giorno e tu mi rispondi:

Niente di che, guarda la televisione e gioca tutto il giorno con i videogiochi”.

Serve che ti spieghi perché non riesce a stare attento o perché fatichi a stare concentrato quando legge? Oppure fai il ragionamento da solo?

Ma non sono nemmeno uno che dice “si stava meglio quando si stava peggio”.

E’ una cosa che non sopporto.

Io ho vissuto la mia infanzia ed ha funzionato per me.

Ora vorrei che tuo figlio si vivesse la sua, ma nel mio ruolo devo dirti anche che non puoi permetterti di essere troppo superficiale.

BIM BUM BAM riassumeva in sé una parola a me carissima: REGOLE!

Indirettamente aiutava un genitore ad avere delle regole chiare con suo figlio:

  • Sugli orari;
  • Sui limiti;
  • Sulle scadenze.

Era un aiuto indiretto, ma i bambini avevano molte meno difficoltà con:

  • Ansia;
  • Gestione del tempo;
  • Rapporto con i compiti.

Ora devi essere tu a stabilire una modalità BIM BUM BAM a casa tua, stabilendo regole chiare e limiti precisi nell’uso della tecnologia.

Non può essere tuo figlio a gestirla, devi essere tu.

Con i videogiochi questa cosa è ancora più importante: più hanno spazio nella vita di tuo figlio e meno lui avrà la possibilità di sperimentarsi in altre attività. Ma non puoi pretendere che sia lui a gestire questa cosa. Devi farlo tu.

  • Stabilisci degli orari in cui può giocare;
  • Stabilisci delle conseguenze se “sfora”;
  • Metti in atto le conseguenze (non basta dire, devi fare).

“Se tuo figlio ha due anni e gli piacciono i dolci lo lasceresti mai da solo con due chili di gelato?”

La risposta la sai ed è NO!

Allora perché non fai lo stesso con TV e Videogiochi?

Immagino sia impegnativo. Immagino a volte tu pensi non ci sia via d’uscita.

MA NON HAI ALTERNATIVE!

Per questo motivo abbiamo creato il percorso per genitori W LA DISLESSIA A CASA TUA! Per dare a te e agli altri genitori la possibilità di gestire anche queste sfide quotidiane al meglio.

Per darti la possibilità di avere un sostegno quando non sai dove sbattere la testa, ma anche e soprattutto la possibilità di studiare ed imparare per essere solido per aiutare tuo figlio.

Vieni a scoprirlo gratuitamente qui: www.wladislessia.com/acasatua

Troverai dei video gratuiti che ti permetteranno di conoscere meglio quali errori devi evitare assolutamente e cosa dovresti fare.

Se cambi tu, può cambiare tuo figlio. DIPENDE DA TE.

Puoi imparare da ogni piccola cosa che ti capita, anche da BIM BUM BAM.

Datemi genitori migliori e vi darò un mondo migliore” – Aldous Huxley

A presto!

Alessandro

 

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Alessandro Rocco

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