REGISTRO ELETTRONICO: PERCHE’ COSI’ NON FUNZIONERA’ MAI!

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A me la tecnologia piace un sacco. Uso internet per documentarmi. Uso Facebook per parlare di me e del mio lavoro. Se leggi gli articoli di questo blog è perché negli ultimi anni tutto il mondo sta diventando sempre più digitale e veloce.

Quindi sono a favore della tecnologia e sono estremamente favorevole al miglioramento dell’uso della tecnologia anche nel mondo della scuola.

Ma… Voglio che non ci si faccia prendere troppo la mano.

Quindi oggi voglio dirti quello che penso del registro elettronico e del suo uso, senza troppi giri di parole.

E ovviamente problema non è il registro in sé, ma l’uso idiota che spesso ne viene fatto.

Uso sbagliato sia da parte degli insegnanti che dei genitori.

Ma andiamo con ordine.

Se ti stai chiedendo se io sono contrario al registro elettronico, la risposta è NO!

Sono irritato per l’uso che ne viene fatto.

Sono a favore della tecnologia? SI’! Anche se va usata in un certo modo.

Ci sono degli errori di fondo che vengono fatti e di questi ti voglio parlare. Poi voglio anche aiutarti a comprendere come quello strumento può essere usato per aiutare davvero tuo figlio.

Parto dagli errori e dalle idiozie che vengono purtroppo commessi.

  1. La password data alla famiglia. In questo caso sto parlando soprattutto delle scuole superiori. Se viene detto che il registro serve perché i ragazzi siano più autonomi, sappiano dove andare a cercare i compiti per casa, sappiano dove cercare gli argomenti della verifica, mi pieghi perché il controllo dello strumento è dato a qualcun altro? “Eh ma mio figlio è alle medie, quindi devo controllare io!” La risposta è NO. Non sono tuoi i compiti per casa. Poi ne avrei anche per il gruppo WHATS’APP genitori, ma ne parlerò in altro momento. Quindi: errore in questo caso della scuola;
  2. Il controllo secondo per secondo. Questo è il mio INCUBO PEGGIORE e soprattutto è il delirio giornaliero a cui vanno incontro le famiglie. Pensa che bella scena: a tuo figlio va male la verifica e avrà già una ROTOTRASLAZIONE (che cos’è? Un giramento di maroni); quale cosa migliore di entrare in casa e trovare la mamma sullo stipite della porta che sa già il voto? E’ una situazione delirante! Oppure ancora peggio: viene fatta un’interrogazione, il prof ancora non ha detto il voto, ma lo metterà dopo sul registro: saprai il voto prima tu di tuo figlio. SPETTACOLO direi! Deve essere meraviglioso essere vivisezionati in ogni istante della giornata;
  3. Il registro non è aggiornato. Questo è un errore tipico della scuola: non ci sono i voti, i compiti o il programma segnati. E come possono i ragazzi recuperare le informazioni così?;
  4. Il registro è usato male anche dagli insegnanti. Molto spesso mi capita di lavorare con ragazzi che si trovano gli argomenti dell’interrogazione o le pagine da studiare scritte la sera prima attorno alle h 20/21. Così poi il prof può dire: “Beh io ho scritto tutto sul registro!”. E l’utilità qual è? Soprattutto se i ragazzi hanno difficoltà legate all’apprendimento, il registro elettronico può essere un ottimo strumento: possono recuperare i compiti che non sono riusciti a scrivere durante le ore di scuola o verificare di averli scritti in modo corretto senza dover sempre fare affidamento sui compagni. Ma se gli insegnanti non li riportano sul registro, a che serve?

Il punto che disintegra la maggior parte dei pomeriggi tra te e tuo figlio è OVVIAMENTE il numero 2 e di questo voglio parlare più approfonditamente.

Mi spieghi il senso di premere costantemente il tasto “refresh” (ricarica la pagina internet) della pagina dei voti? Mi spieghi il motivo di passare momenti di angoscia per vedere il voto che prenderà tuo figlio?

Spiegami precisamente perché lo fai! Te lo chiedo perché sono convinto che nella maggior parte dei casi hai perso di vista il motivo reale per cui lo fai, ma è diventata una malsana abitudine che ti porta a controllare tuo figlio in ogni secondo della sua giornata scolastica.

Nella maggior parte dei casi il motivo vero è che hai PAURA.

Paura che tuo figlio vada male a scuola.

Paura che ti prenda in giro.

Paura che ti nasconda le cose.

Paura che venga bocciato.

Paura che i “vostri” sforzi per studiare non siano riconosciuti.

Ma se per quelle paure le tue giornate diventano di controllo a tappeto, ti succederà una cosa di sicuro: farti detestare da tuo figlio. E credo non sia il tuo obiettivo.

Capisco che ci sia il desiderio di vedere come vanno le cose, che ci sia la voglia di condividere dei momenti e di comprendere se per caso tuo figlio ha delle difficoltà, ma credimi non è il CONTROLLO la strategia migliore.

Anche perché poi comincerai a dire, tra qualche tempo: “mio figlio non mi parla più e non so perché”.

Perché dovrebbe farlo dico io? Se tu sai già tutto, perché dovrebbe anche perdere il tempo di spiegarti cos’è successo nel compito di Italiano o nell’interrogazione di Scienze?

Prova ad immaginare se per un attimo i ragazzi potessero accedere al registro delle attività dei genitori: quanto sarebbe piacevole sentirti dire tutto quello che non hai fatto bene?

Ora che hai sentito anche tu quel brivido dietro la schiena, starai capendo come si sente un ragazzo ad avere il fiato sul collo in ogni istante.

Con questo non ti sto dicendo che un ragazzo debba essere lasciato solo a se stesso e che tu non debba verificare cosa succeda a scuola, ma ti sto dicendo che si può fare tutto questo senza tutta la tensione che si genera.

Ma partiamo dall’inizio:

il registro elettronico dovrebbe servire per facilitare i ragazzi a recuperare le informazioni, a verificare il proprio andamento scolastico e dovrebbe anche aiutarvi ad avere rapporti più veloci con gli insegnanti.

Se accettiamo questa condizione, allora la password del registro dovrebbe essere data direttamente ai ragazzi (e, se loro sono d’accordo, una copia alle famiglie).

I ragazzi dovrebbero essere educati sull’utilizzo del registro, visto che a scuola ci vanno loro.

Gli insegnanti dovrebbero essere formati sul rendere questo strumento realmente efficace (basta solo che qualche volta ci si dimentichi di mettere le informazioni o le pagine e già crolla il senso del registro).

I genitori dovrebbero essere istruiti ad un uso consapevole e non compulsivo o maniacale.

Ad esempio, dando la possibilità di accedere massimo una volta a settimana o – se proprio vuoi usare il registro elettronico – scegli tu insieme a tuo figlio un giorno della settimana (o ogni due) in cui assieme lo consultate.

Si tratta di allenarti a fidarti di tuo figlio e dargli la possibilità anche di provare a raccontarti qualche mezza verità. Tanto te ne accorgerai velocemente di come vanno le cose.

E poi ti ricordo anche che tuo figlio non è SOLAMENTE un voto e che la scuola dovrebbe servire SOPRATTUTTO ad imparare(ne ho parlato qui: https://www.wladislessia.com/ma-alla-fine-si-studia-per-imparare-o-solo-per-un-bel-voto/).

Vuoi che tuo figlio sia autonomo? Dovrà per forza sbagliare.

Vuoi capire se puoi fidarti? Dovrai dargli la possibilità di raccontarti qualche balla (non vuol dire che te le dirà, significa che potrebbe farlo).

Sì ho capito Alessandro, ma come faccio se poi mi racconta balle?

Il lavoro qui è semplice: vi sedete a tavolino e gli spieghi che da oggi in poi il registro elettronico sarà suo e che lo consulterete assieme ogni settimana o ogni 15 giorni. Ma così non basta! Devi anche dire che se “stranamente” il registro non funzionerà il giorno in cui lo dovete aprire o se troverai sorprese (assenze, note, voti negativi), ci saranno conseguenze (queste le scegli tu: no uscita il sabato, non televisione, ecc ecc).

Vuoi continuare ad allenarti, prendi noi come allenatori, ti assicuro che metteremo il massimo impegno nel farti evitare quegli errori ed anche altri. I genitori che vivono il nostro allenamento ogni giorno nel percorso W LA DISLESSIA™️ A CASA TUA! possono confermarti quanto sono cambiate le cose da quando si sono liberati da tensioni ed ansia inutili (se clicchi qui vedrai come evitare 7 errori fondamentali ed anche come partecipare a questo servizio:  http://goo.gl/X8SkZk)

Perché questa cosa funzioni però la conseguenza devi metterla in atto SEMPRE e non ti dovrai fare impietosire. Sono convinto che riuscirai a farcela! O sono troppo fiducioso?

Alla fine, se siamo sopravvissuti noi a 13 o più anni di scuola con due soli visitoni all’anno, mi spieghi quale dovrebbe essere il problema?

Quali pericoli sono nascosti dietro il non sapere che voto ha preso tuo figlio alle 10.22 di venerdì mattina?

Ti rispondo io: NESSUNO!

E allora che aspetti? Buona sfida e buon “divertimento”.

“Quando i genitori fanno troppo per i figli, va a finire che i figli non faranno abbastanza per loro stessi.” – Elbert Green Hubbard

A presto!

Alessandro

 

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