TUO FIGLIO E’ DISLESSICO? PROVA CON UNA SCARICA ELETTRICA

TUO FIGLIO E’ DISLESSICO? PROVA CON UNA SCARICA ELETTRICA

Bene, direi che ormai il vaso è colmo.

Ogni giorno sentiamo famiglie che non si sentono tutelate da una scuola che non funziona, sappiamo che per avere una diagnosi di dislessia ci sono tempi biblici.

E in tutto questo marasma di inefficienza e di frustrazione per le famiglie, dove vengono investite le risorse? Nella ricerca!

Attenzione! Io per primo credo serva investire nel mondo della dislessia, serva creare una scuola che funzioni meglio, serva dare alle famiglie gli strumenti per superare l’“Uragano dislessia” (come l’abbiamo definito all’inizio del nostro libro), ma…

Ma quelle risorse devono essere investite in maniera sensata e non per innovazioni tecnologiche che fanno tanta scena e in realtà spaventano le famiglie.

Ero veramente convinto che la misura fosse stata ampiamente superata con l’app delle diagnosi a distanza e con i medici londinesi che vietano la donazione di sperma a uomini dislessici e invece mi tocca inorridirmi e stupirmi ancora.

E allora via con il tam tam mediatico con l’ultima scoperta: gli ELETTRODI PER GUARIRE DALLA DISLESSIA!

Qui trovi l’articolo originale dell’ospedale Bambino Gesù: http://www.ospedalebambinogesu.it/dislessia-stimolazione-cerebrale-migliora-la-capacita-di-lettura#.Vvz6xcfwQ_0

Secondo me al Bambino Gesù ultimamente hanno perso abbastanza il lume della ragione.

Prima creano l’app assieme ad AID e al patrocinio di TIM per fare “diagnosi” a distanza.

Se vuoi saperne di più rileggiti l’articolo di Paola: http://www.wladislessia.com/dislessia-2-0-dal-ministero-arriva-lultima-idiozia/

Ora creano la “CURA” per la dislessia attraverso gli elettrodi.

“Una patologia che colpisce il 3% dei bambini in età scolare con ripercussioni sull’apprendimento, sulla sfera sociale e psicologica.” E poi continuano con “Per condurre lo studio è stata utilizzata la tecnica di stimolazione transcranica a corrente diretta (tdcs), procedura non invasiva con passaggio di corrente a basso voltaggio (pari – per esempio – a quello necessario ad alimentare il monitor di un pc) già impiegata per la terapia di alcuni disturbi come l’epilessia focale o la depressione.”

 

Già questi due estratti mi inquietano molto!

A me l’idea di mettere degli elettrodi sui ragazzi per GUARIRLI dalla dislessia ricorda l’elettroshock che doveva aiutare gli schizofrenici.

Ti dico già che non me ne frega nulla che siano a basso voltaggio, lo so che non sono elettroshock, ma non ha proprio alcun senso dover manipolare artificialmente un cervello sano!

In più ti posso aggiungere che anche il dottor Mengele diceva di avere ottime intenzioni quando dissezionava gli ebrei nei campi di concentramento…

Ma cosa vuoi curare? Se non c’è nessun malato!

E poi uno studio fatto su ben 19 persone, come può già diventare la CURA?

19 persone sono nulla di fronte al mondo di persone dislessiche. Ma in tutto questo questi qui ci dicono che i ragazzi hanno migliorato la velocità di lettura, ma non parlano di cosa sia successo alla comprensione.

E direi che la comprensione non è un aspetto da sottovalutare visto che si parla di dislessico che si frustra quando non capisce.

Quando già ero abbastanza arrabbiato leggo questo:

I RISULTATI DELLO STUDIO: «UNA NUOVA FRONTIERA PER LA CURA DELLA DISLESSIA»

In 6 settimane di trattamento, i bambini sottoposti alla procedura attiva hanno migliorato del 60% la velocità e l’accuratezza in alcune prove di lettura, passando da 0,5 a 0,8 sillabe lette al secondo. 0,3 sillabe di miglioramento al secondo è quanto un bambino dislessico ottiene spontaneamente (ovvero senza terapia) nell’arco di un intero anno.”

Ma secondo te io cosa dovrei dire quando leggo UNA NUOVA FRONTIERA PER LA CURA DELLA DISLESSIA?

E non mi vengono a dire che la parola cura è usata con accezione di “prendersi cura” perché non ci crede nessuno. Nell’articolo si leggono PATOLOGIA, CURA, TERAPIA e questi sono tutti termini che si usano per persone malate.

E qui mi incazzo sul serio! Stiamo perdendo la voce a forza di far capire alle famiglie che i figli non sono malati e questi se ne escono con cose del genere?

Ma porca puttana, invece di spendere soldi per fare queste ricerche che in ogni caso sono uno strumento esterno perché non diamo soldi VERI alle scuole e formiamo gli insegnanti a seguire i ragazzi dislessici?

Abbiamo una spesa pubblica dedicata all’educazione che è la più bassa in Europa ed è ridicola! (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-03-26/eurostat-italia-maglia-nera-spesa-pubblica-istruzione-e-cultura–120216.shtml?uuid=ACoyCEvC)

Ultimi in Europa per spesa dedicata all’istruzione e facciamo questi tentativi di neuroscienze?

Ma di cosa stiamo parlando?

Abbiamo una scuola che fa cagare, docenti che non sono preparati (non sempre per causa loro, anzi), non investiamo in nulla di nulla, ma spendiamo soldi per queste ricerche. Oppure le multinazionali investono sulle app.

E alla fine cosa rimane?

Rimangono genitori che sono ancora più spaventati e sfiduciati. Altri che sono fanatici dei media e dicono “eh ma se lo dice Stella e se lo dice un ospedale importante allora è vero!

Ma cosa è vero?

E’ vero che questi qua manco sanno cosa voglia davvero dire valorizzare un pensiero dislessico.

E’ vero che continua a passare il messaggio che un ragazzo dislessico è sbagliato e va aggiustato! Anche io uso gli elettrodi infatti… Quando ho un muscolo lesionato e mi devo per forza curare.

Ma un cervello aggiustato non lo devi curare o raddrizzare, lo devi VALORIZZARE e se questi signori, questi ricercatori, questi sedicenti professionisti sposano quelle tesi, allora qualcuno gli deve dire che se ne devono andare.

Ma non lo devo dire io!

Lo devi dire tu come genitore, che sei stanco di queste idiozie.

Tu devi dire che tuo figlio non lo fai usare come una cavia.

Tu hai il dovere di formarti e di sapere davvero come stanno le cose.

Tu devi valorizzare l’unicità e la meraviglia del cervello di tuo figlio.

Tu hai il potere di rassegnarti o di provare a cambiare le cose.

 

Perché quelli che pensavi ti avrebbero aiutato, come l’AID in questo caso, ieri hanno detto nella loro pagina facebook questo: https://www.facebook.com/aiditalia/posts/10156736882700029.

Ovvero si sono schierati a favore della nuova ricerca.

Oggi invece dicono questo: http://www.aiditalia.org/it/news-ed-eventi/news/20160331-tdcs-ospedale-pediatrico-bambin-gesu

“In relazione agli articoli di stampa sullo studio effettuato dai ricercatori di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, sulla stimolazione cerebrale che migliorerebbe la capacità di lettura nei bambini con DSA, AID seguirà con attenzione questo studio, così come fa con tutte le altre ricerche scientifiche impegnate ad individuare efficaci interventi riabilitativi per i DSA.

Al momento i dati dello studio hanno solo un carattere preliminare e saranno necessarie, quindi, ulteriori indagini per verificare la reale efficacia di tale trattamento, così come dichiarato dal Prof. Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’OBG.

L’AID, che non è coinvolta nello studio pubblicato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ricorda, inoltre, le raccomandazioni della Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità che sottolineano la necessità “che la ricerca fornisca maggiori dati al fine di verificare l’efficacia anche a lungo termine degli interventi su DSA”.

 

E non me ne vogliano, ma ieri è stato il loro fondatore a dire:

“Alcuni dislessici presentano in alcune aree della corteccia una bassa connettività neuronale, anche a riposo, come se fosse un motore mal carburato che gira male al minimo e che non risponde quindi con la dovuta prontezza alle sollecitazioni quando c’è bisogno di accelerare (in questo caso alla richiesta di attività posta dalla lettura). La tDCS interviene proprio su questo meccanismo inefficiente e quindi può essere molto utile al recupero. Naturalmente è importante ricordare che, come ogni terapia, non va applicata a tutti e che vanno ancora studiati bene gli effetti a distanza”.

Quindi fate una cosa cari espertoni: fate pace con voi stessi. E’ inutile continuare a lanciare il sasso e nascondere la mano.

Qui si gioca sulla salute e il benessere dei ragazzi e io mi aspetto che si prendano posizioni chiare.

 

Ribadisco il concetto: tuo figlio non è malato!

 

Lo ripeto: tuo figlio non è malato!

 

E lo sai anche tu, altrimenti non saresti arrivato in fondo a questo articolo.

Anche per queste storture è necessario che tu ti formi, studi e impari.

Ecco perché credo solo in percorsi che includono integralmente i genitori, così possono decidere con la loro testa e non affidarsi a chi vuole guarire i loro figli.

Dipende da te.

Poi non stupirti se dico sempre W LA DISLESSIA!

“Nulla è più fatale alla salute che averne una cura eccessiva” – Benjamin Franklin

Alessandro

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Alessandro Rocco

4 Commenti
  • Cristina

    31 marzo 2016 alle 15:12 Rispondi

    Quando ho letto l’articolo, ieri, mi sono fortemente allarmata. Il primo pensiero è stato proprio quello che ben hai espresso tu, Alessandro, “Quando smetteranno di considerare il pensiero dislessico una malattia?” Grazie per averlo sottolineato. Un modo diverso di pensare NON è malattia.

    • Alessandro

      31 marzo 2016 alle 15:29 Rispondi

      Bene Cristina! Ne sono felice.

  • Sara

    31 marzo 2016 alle 21:39 Rispondi

    Grande, grandissimo Alessandro, hai il potere di tramutare in parole tutto quello che ho nel cervello e nel cuore. I tuoi articoli sono un conforto per la mia anima, condivido ampiamente tutto ciò che dici e come lo dici, ti adoro, grazie di esistere!!!

    • Alessandro

      31 marzo 2016 alle 21:44 Rispondi

      Grazie Sara!

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