“SBAGLIANDO SI IMPARA DAVVERO?”

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Il titolo dice qualcosa di estremamente giusto, ma quella è la teoria. In pratica cosa succede?

Se ci segui da un po’ avrai visto o letto quante volte diciamo che l’errore merita un elogio.

Oggi ti spiego ancora di più perché.

Il nostro cervello si nutre di errori per migliorarsi e portarsi ad un livello successivo.

In particolare ad ogni errore diventa più plastico e flessibile e da quel momento in poi si mette a cercare nuovi modi per arrivare ad una soluzione.

Una volta compreso questo concetto, capisci bene che, solo per queste poche righe bisogna smettere di criticare, colpire o ingiuriare (quando va male) i bambini quando fanno un errore!

Di fatto ti metteresti mai a sgridare un bambino che impara ad andare in bicicletta o a camminare o a disegnare?

NO!

E ti comporti così perché, come dice Carol Dweck

“Ogni volta che uno studente fa un errore, cresce una sinapsi”

Se non conosci la psicologa statunitense, qui trovi un suo fantastico speech su TED: https://www.youtube.com/watch?v=hiiEeMN7vbQ

Prima che mi azzanni, però, non ti sto dicendo che non si deve MAI far notare l’errore, anzi.

Ci sono degli errori su cui dobbiamo drizzare le antenne, ovvero gli ERRORI RIPETITIVI o che seguono uno SCHEMA CONSOLIDATO.

Quegli errori sono automatici e sono delle abitudini da “correggere”, ma vale anche per gli adulti!

Quante volte ho scritto di evitare la domanda: “CIAO, COME È ANDATA A SCUOLA?”

Quello è un tipico caso di comportamento automatico che nasconde un errore. L’errore è fare una domanda che porta sempre alla stessa risposta e che non aggiunge nulla alla comunicazione con tuo figlio.

Ma gli errori di cui ti parlo e che è importante fare sono quelli che portano a 3 risultati concreti e fondamentali per la sua crescita:

  1. Sbagliando può imparare cose nuove e diventare più consapevole di cosa fare
  2. Può aumentare la propria idea di sé perché acquisisce la capacità di affrontare la difficoltà
  3. Può imparare a fidarsi maggiormente dell’adulto perché, non sentendosi criticato, può vedere la nostra capacità di portare un aiuto.

Questi sono solo 3 punti, ma potremmo metterne infiniti, ma…

…siamo educati costantemente con l’idea che per imparare e crescere bisogna far notare quello che si sbaglia.

(ne parlo in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=kDXjbjcPqNE

Prendi la scuola: quanta attenzione viene data alla correzione degli errori? Tantissima! Quanta attenzione viene data a chi si distrae o in ogni caso fa qualcosa che non va bene? Tantissima!

Vogliamo parlare dello sport? Quanti allenatori se ne escono con frasi come “non si fa così, hai sbagliato!” oppure “Quante volte ti ho detto che NON devi stoppare la palla in quel modo?” (chiedo scusa per il paragone calcistico, ma la mia passione ogni tanto affiora).

Ma basta fare un giro sui social network per notare che le persone tendono a lamentarsi e a criticare quello che fanno gli altri, ma si guardano bene dal fare alcune proposte di cambiamento.

Questo non significa vivere in un mondo di FAI QUELLO CHE VUOI CHE VA BENE, dovresti sapere quanto le regole sono importanti per me.

Anzi, nello sport e in alcuni sport soprattutto, bisogna lavorare sui fondamentali e cambiare quello che non funziona, ci mancherebbe. Quello che spesso però manca è l’approccio comunicativo.

Mi spiego: tu puoi aiutare a cambiare degli errori, anche senza far sentire quella persona una schifezza.

Prova a pensare a quanto è piacevole sentirti dire COSTANTEMENTE che non va bene quello che fai!

Onestamente avresti voglia di fare? Io personalmente se so che se faccio una cosa, qualcuno mi dice SEMPRE che non va bene, non la faccio! Almeno vengo “sgridato” per un motivo.
E dopo non venirmi a dire: “Non vuole mai fare nulla!” Fa bene! Perché dovrebbe fare altrimenti?
Vuoi davvero che tuo figlio impari da un suo errore? Oltre a dirgli che non va bene quello che sta facendo, prova ad aiutarlo a capire in quale altro modo potrebbe farlo.

RICORDA CHE OGNI VOLTA CHE GLI FARAI NOTARE CHE SBAGLIA GLI PASSERAI L’IDEA DI ESSERE UN INCAPACE!

“Se tu non riesci a notare qualcosa di positivo in tuo figlio, come puoi pretendere che lo facciano gli altri? E come può notarlo lui?”

Se inizi a notare tu gli aspetti positivi, inizierà a rendersene conto anche lui e allora sì che la strada della crescita sarà un bel percorso. Un percorso in ogni caso ad ostacoli, ma almeno non sarai tu a fargli lo sgambetto.

Se vuoi fare questo allenamento con noi, puoi contattare GRATUITAMENTE uno dei nostri tutor, andando su questa pagina: https://www.wladislessia.com/contatta-un-tutor/

E ricorda: senza errori non c’è cambiamento e senza cambiamento non c’è crescita.

A presto!

Alessandro

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