ADHD: SCOPRI PERCHÉ TUO FIGLIO NON TI DÀ RETTA

ADHD: SCOPRI PERCHÉ TUO FIGLIO NON TI DÀ RETTA

Mamme e papà, spesso, sono convinti che i figli debbano accettare in automatico la loro parola come se fosse una legge inappellabile. Questo tipo di educazione, che deriva da un lontano (e a volte nostalgico) ricordo di un sistema educativo difficilmente replicabile, raramente funziona nella famiglia di oggi.

I ragazzi pretendono una ragione più specifica del classico “lo fai perché te lo dico io!” e ci si ritrova in situazioni in cui si perde completamente il “controllo” dei figli.

Perché succede? E perché succede che ci siano delle reazioni emotivamente forti da parte dei genitori e anche dei figli?

Le risposte possono essere molteplici e coinvolgere un insieme di fattori che spesso si intrecciano tra di loro. Se poi tra questi fattori c’è anche l’ADHD (disturbo di attenzione e iperattività), le cose si fanno molto più divertenti! 😉

Vediamo insieme alcuni di questi elementi:

  • IMPULSIVITA’: ci sono bambini che hanno la capacità di analizzare le situazioni che accadono e di valutare sia le risposte che le conseguenze, comportandosi così nel modo più produttivo (o vantaggioso per loro). Ovviamente questi bambini ricordano con più facilità situazioni analoghe accadute in passato e possono scegliere la soluzione migliore. Molti bambini però, in particolare chi ha difficoltà di attenzione e iperattività, reagiscono istintivamente alle sollecitazioni esterne, senza pensare. Così facendo, non hanno la capacità di prevedere le conseguenze delle proprie azioni; avendo difficoltà a riflettere, tendono a ripetere gli stessi errori all’infinito.E all’infinito, se non si fa nulla per interrompere questo schema, saranno ripresi e sgridati.
  • TENSIONI FAMILIARI: una casa in cui regna la tensione crea SEMPRE delle conseguenze sui figli. I dissidi sono normali, ma quando diventano costanti, è difficile che i genitori possano intervenire nel comportamento dei ragazzi.
  • MANCANZA DI REGOLE IN FAMIGLIA: se un bambino “difficile” è sottoposto costantemente a situazioni inaspettate, regole poco chiare o disattese, modalità che cambiano dal giorno alla notte, tenderà a manifestare il suo disagio ribellandosi. Per un bambino con queste caratteristiche è necessario creare delle sane abitudini che poi devono essere rispettate al meglio da tutti (ad esempio orari per mangiare, andare a letto, ecc. ecc.). Ovviamente questa routine non potrà crearla da solo, ma dovrà essere accompagnato dall’impegno e dalla coerenza dei genitori.
  • INGIUSTIZIA: i bambini con difficoltà di attenzione e iperattività sono i più grandi detective delle ingiustizie, sapete perché? Spesso, avendo un comportamento che fatica ad essere sotto il loro controllo, sia a casa che a scuola, vengono ripresi di continuo. Magari non sono neanche loro i responsabili ma, per abitudine, vengono visti come capro espiatorio. Ecco perché poi diventano maestri nel notare le ingiustizie: si accorgono che anche gli altri hanno dei comportamenti non corretti, ma a volte non vengono puniti, mentre loro sì. Altre volte ancora, non essendo consapevoli che per determinati comportamenti o situazioni possono esserci delle conseguenze, (magari non vengono aiutati a capire quali sono queste conseguenze), credono che la punizione o il rimprovero che arriva, non sia collegabile a loro.

A questo punto vorrei che capissi che tuo figlio non mette in atto determinati comportamenti per SFIDARTI o per FARTI USCIRE DAI GANGHERI, ma si comporta come si comporta perché non ha alternative.

La sua esasperazione è il risultato di qualcosa che si è rotto già molto tempo prima, qualcosa che non è stato preso in considerazione e a cui nessuno ha voluto dare importanza.

Certo, capire è solo il primo passo di questo percorso. Sarà fondamentale imparare a gestire le tue reazioni emotive e a mantenere la calma.

Come?

Per prima cosa servono 3 passaggi o intenzioni fondamentali: TEMPO, IMPEGNO e FATICA.

TEMPO: perché molto spesso i genitori cedono alle bizze dei figli perché sono preda della fretta e il cronometro diventa un nemico nel far rispettare o capire una regola.

Per i bambini con difficoltà di attenzione e iperattività, questo è ancora più vero.

Non sono bambini “in-time”, la loro percezione del tempo che trascorre è distorta: tutto avviene sempre e adesso. Non esiste prima, dopo o domani; vanno aiutati e abituati ad osservare e riconoscere che è passato del tempo ( ad esempio “quanto abbiamo impiegato, secondo te, a fare questo gioco, compito, ecc..?” ). Fate degli esempi che rendano il tempo più concreto possibile.

IMPEGNO: perché se stai intraprendendo un percorso di crescita o lo stai portando avanti (perché l’educazione dei figli è un percorso di crescita) è necessario un impegno profondo.

FATICA: perché crescere è –ahinoi – faticoso. Tanti genitori ci dicono, “ma poi se io spengo la TV lui inizia ad urlare, a piangere e non la finisce più”… E’ comprensibile, ma non si può risolvere assecondando questi comportamenti.

Ci sono ostacoli oltre che soddisfazioni e, per superarli, bisogna essere disposti a fare sacrifici e fatica.

In tutto questo è fondamentale l’ATTEGGIAMENTO con cui ti porrai, quindi mettiti nelle condizioni di pensare a strade diverse (soprattutto se quello che hai fatto finora non ha funzionato) e abbi fiducia nel farlo.

Ma FAI! Non pensare che le cose cambieranno se aspetti passivamente.

La seconda cosa da fare è dare DIRETTIVE EFFICACI, quindi regole chiare, tenendo presente alcuni passaggi chiave:

  • Le tue ASPETTATIVE devono essere REALISTICHE: sii consapevole che tuo figlio non ti ascolterà sempre;
  • Fagli capire che ASCOLTARE E CAPIRE LE REGOLE è principalmente nel suo interesse: solo così può sapere come comportarsi ed evitare spiacevoli conseguenze;
  • Dai sempre un RINFORZO POSITIVO, sia a parole che con i gesti, quando tuo figlio dimostra impegno in quello che si è preposto di fare (impegno, non solo risultati!)

La terza cosa da fare è mostrare chiaramente ai ragazzi quali sono le conseguenze a cui vanno incontro nel non rispettare le regole e avere il coraggio di mettere in atto una risposta altrettanto chiara.

Puoi vedere altri spunti interessanti su questo tema nell’articolo di Alessandro che troverai a questo link: http://www.wladislessia.com/i-bambini-hanno-bisogno-di-regole/

Quindi per prima cosa SPIEGA LA REGOLA e quali saranno le conseguenze se non viene rispettata, dando indicazioni chiare: se funziona dai subito un rinforzo positivo.

Se la regola non è immediata (magari si ripresenta a distanza di tempo), non dare per scontato che se la ricordi: dai sempre un AVVERTIMENTO ripetendo quale sarà la conseguenza spiegata in precedenza.

Se non vieni ascoltato, metti in atto la CONSEGUENZA, senza timore e senza far salire la tua tensione oltre la soglia della tranquillità.

Troppo spesso si danno regole, indicazioni, o si fanno semplici richieste, quando i ragazzi stanno facendo altro o quando il genitore stesso sta facendo altro.

Se sei in cucina ad apparecchiare la tavola e urli a tuo figlio – che sta giocando con la play o guardando la TV in salotto (altra stanza) – di mettersi a fare i compiti, ti accorgerai che la risposta non è immediata.

Se vuoi dare informazioni importanti, assicurati di essere ASCOLTATO e che tuo figlio ti stia dedicando ATTENZIONE, invece di dire “ma io ci ho provato”.

Stare davanti alla televisione è di certo più interessante che ascoltare mamma o papà che urlano di fare i compiti.

Avvicinati a lui, fai in modo di avere la sua attenzione e solo dopo dai il messaggio, nel modo descritto sopra: REGOLA – AVVERTENZA – CONSEGUENZA.

Se fino a ieri sei sempre stato tu a dirgli cosa fare e come farlo, richiamandolo o alzando la voce più volte perché la cosa non veniva fatta nei tempi e nei modi che tu avevi deciso… beh, buona parte di quello che succede ora è anche responsabilità tua.

Sei tu ora a dover fermare questo “gioco” che è dannoso per tutti e due.

Far rispettare le regole non significa essere cattivi o duri, significa solo permettere a tuo figlio di avere chiarezza e di crescere in un mondo in cui potrà essere realmente libero.

A volte basta solo aiutarlo a capire perché fai una determinata cosa, o perché la tua è la decisione migliore; ma per farlo devi essere tu il primo disposto a rispettare COSTANTEMENTE gli impegni che hai preso con lui.

Ricorda che la coerenza rimane lo strumento più efficace per essere ascoltati!

I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo” – Sandro Pertini

Alla prossima puntata

Valentina

 

 

 

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Alessandro Rocco

3 Commenti
  • amalia

    3 febbraio 2016 alle 15:22 Rispondi

    Si tante parole son vere

  • anna

    17 febbraio 2017 alle 8:19 Rispondi

    Buongiorno,
    anche io sono la mamma di un ragazzo adhd di 14 anni e anche io spesso lo guardo e capisco che la sua vita forse è meglio della mia: è un ragazzo con gusti particolari che sicuramente non rientra nello stereotipo della società e che per me, sempre rispettosa delle regole, è stato molto difficile accettare.
    Anche lui è un fiore del giardino che prima o poi sboccerà…

  • Gloria

    19 novembre 2017 alle 19:12 Rispondi

    Ciao a tutti io sono la mamma di Amely noi da poco abbiamo capito che lei è una bambina con ADHD ma allo stesso modo è una bambina straordinaria noi grazie alla nostra Asl stiamo da poco frequentando un parent training con altri genitori con figli co lo stesso “problema” grazie a questi incontri e grazie ai vostri video fantastici abbiamo ottenuto in pochissimo tempo risultati incredibili ma dall’altra parte ho fatto una grande riflessione su me stessa dovevo cambiare io per stare meglio lei dovevo auto regolarmi io per dare delle regole a lei è soprattutto farlo con messaggi smart e con con pantomine che non portavano a niente. Grazie per aiutarmi in questo lungo cammino

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