2017: L’ODISSEA DEL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

2017: L’ODISSEA DEL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

 

Il mondo della scuola è affascinante.

Non passo giorno in cui non riesca a vivere tutta la gamma di emozioni che si possano provare.

Sarà che i miei anni da studentessa, tra elementari, medie e superiori sono state un vero disastro. Sarà che da quando faccio questo lavoro ne vedo di tutti i colori.

Sarà…

Ma quando sono preparata al peggio, vedo che il peggio ancora deve arrivare.

Ormai da anni, da quando ho fondato W LA DISLESSIA! lavoro con i ragazzi dislessici (e non solo) ed uno dei miei compiti è quello di accompagnare i genitori in alcuni colloqui con gli insegnanti per riuscire a stilare al meglio il PDP, Piano Didattico Personalizzato. (se vuoi altri articoli sul tema li trovi qui: http://www.wladislessia.com/la-diagnosi-e-lo-strumento-compensativo-di-una-scuola-che-non-funziona/)

E’ spesso una sfida impegnativa, anche se in realtà basterebbe osservare nel dettaglio cosa è scritto nella legge 170 del 2010. E ti posso assicurare che è segnato tutto quello che si DEVE fare.

Purtroppo non c’è niente da fare.

Ogni volta bisogna rispiegare tutto da capo.

Ma la cosa frustrante è che sono io a dover spiegare ai docenti che l’applicazione di una norma non è un’opzione, è un obbligo!

Hai capito bene: OBBLIGO! Quindi non dovrei sentirmi dire “Ho provato a togliere le mappe”, “Ho provato senza calcolatrice…”

NO!

NIENTE!

SBAGLIATO!

I ragazzi hanno dei diritti e quei diritti non vanno calpestati.

Ormai questo è il mio pane quotidiano da anni. Ma mai avrei pensato, nemmeno nei miei sogni più disperati e lugubri di trovarmi di fronte a quello che mi è successo in questa scuola.

Se ti immagini uno scenario apocalittico, beh è esattamente quello che mi sono trovata davanti.

Ho accompagnato una mamma a colloquio per parlare della situazione scolastica delicata di un ragazzo che seguiamo.

Il quadro più complesso è quello emotivo ed è proprio di quello che volevo parlare.

Sapevo sarebbe stata durissima, sapevo che avremmo trovato dei muri, ma niente in confronto alle prime risposte che ho ricevuto.

Ed è un istituto sociale… Per fortuna!

Parlando con questo personaggio mi sento dire:

ho 20 ragazzi con DSA in tutto l’istituto, come posso ricordarmi di chi ha bisogno di cose diverse dalla classe e soprattutto diverse tra di loro?

Bene! Già un’idea ce l’avrei a questo punto, ma intanto andiamo avanti.

In matematica io uso la LIM (per chi non lo sapesse è una specie di lavagna elettronica che può interagire con il computer) ed evidenzio le cose che devono sapere. Così almeno studiano e poi le sanno.

Ah sì? Perché matematica si fa così? Da quale anno di preciso? La materia pratica per eccellenza si insegna “sottolineando e spiegando teoria?”

Ma non è chiaramente finita qui…

Io le cose che lei mi ha selezionato nel PDP già le faccio, non le segnerò nel PDP perché poi sono messe agli atti.

Chiaramente devono essere messe agli atti direi, ma ecco la perla:

Se lei mi ha richiesto questo vuol dire che ha messo in dubbio il mio lavoro e la fiducia per quello che sto facendo con il ragazzo.”

Allora, non è esattamente così, ma inizio seriamente a pensarlo visto che mi sta mettendo tutti questi paletti.

E, chiosa finale, studiata sui libri della tragedia greca probabilmente:

Con tutto quello che già faccio per i ragazzi!

Eh sì povera vittima. Chissà perché, quando si chiede di più a personaggi del genere si nascondono sempre dietro al “con tutto quello che già faccio.”

Ma ora, voglio farti vedere perché tutta la parte qui sopra può assumere contorni drammatici per tuo figlio:

HO TANTI RAGAZZI E NON POSSO TENERE A MENTE QUALI SONO I BISOGNI DI TUTTI

Fammi capire un attimo, tu mi dici che sei un insegnante e che non riesci a tenere a mente quali sono le difficoltà dei vari ragazzi e quali sono le cose che dovresti fare per aiutarli?

Non ti viene il dubbio che forse è arrivato il momento di farla finita con questo lavoro?

Vai a casa e lascia spazio a chi desidera davvero insegnare e che non si nasconde dietro al “io ho sempre fatto così”.

Io seguo 50 ragazzi ed ho la supervisione di almeno altri 100 e non perdo nemmeno una virgola di quello che serve a loro, ma… Bisogna volerlo!

IO USO LA LIM E LORO POI DEVONO STUDIARE

Anche qui…

Ma come puoi pensare di insegnare una materia prettamente pratica facendola studiare a memoria?

Ma non ti passa per il cervello il fatto che i ragazzi avrebbero bisogno di spiegazioni ed esercizi?

Ma d’altronde per questi insegnanti sono sempre i ragazzi il problema.

IO NON VOGLIO SCRIVERE NEL PDP QUELLO CHE FACCIO

Ecco, questa è la scusa peggiore che possa capitare.

Se tu quelle cose dici di farle, perché non le vuoi mettere per iscritto? Quale paura è nascosta dietro?

Te la spiego io qual è la paura: tu non le vuoi vedere scritte perché così almeno ti metti al riparo da possibili lamentele.

Ed è matematico che un insegnante così non applicherà nulla di nulla. Nessun dubbio!

Se sai che sei nel giusto niente ti farebbe venire in mente di rifiutarti, così invece…

E poi il discorso sul fatto che la metto in dubbio e non mi fido è ridicolo.

Io sono stanca di dover aiutare i genitori a fare queste lotte e di trovarmi davanti persone che non hanno la benché minima voglia di evolversi.

Il punto è che poi le conseguenze le pagano i ragazzi!

Ma se quello che hai letto fino a questo punto ti può sembrare già drammatico, ancora non è nulla in confronto a quello che mi ha detto la coordinatrice alla fine dell’incontro.

Testualmente i punti che mi ha riferito sono questi:

  • Non farà mai il PDP;
  • Non accetta gli schemi;
  • E’ rigida;
  • Non le si può chiedere nulla;
  • Non dividerà il programma;
  • Lei lavora così perché lo fa bene da anni.

Ora secondo te non sono già dei motivi validi per licenziare un personaggio del genere?

E invece no, ce le teniamo perché c’è il posto fisso da difendere.

Bene direi!

Sai quante sufficienze ci sono in classe? 2 su 21 studenti.

Al compito di recupero in 14 sono rimasti a casa piuttosto di affrontare questo personaggio.

Ma davvero vogliamo ancora tenerci questa gente?

In più sono anche stanca di sentirmi dire ”lo so che per legge loro potrebbero avere questi strumenti, ma sono in terza e poi quando arrivano in quinta non avranno cose diverse all’esame quindi si deve abituare.”

Ma stiamo scherzando? Da quando in qua poi all’esame non potranno usare gli strumenti?

Io a quel punto ho cercato di far capire che:

  • Il ragazzo non è autonomo;
  • Inutile pensare alla quinta ora;
  • Lui ha bisogno di un piano di lavoro che porti all’autonomia;
  • Deve essere preso in considerazione lo stato emotivo fragile che lui ha.

La referente in risposta mi ha detto: “Lei ha ragione, ma gli insegnanti non faranno nulla di diverso, li conosco.”

Davvero nel 2017 ancora possiamo accettare dei comportamenti del genere dalla scuola?

Io dico di no.

La misura è colma e bisogna far capire a questa gente che l’apprendimento non è un’opzione, ma è un dovere della scuola continuare a formare gli insegnanti non sulla LIM, ma su cosa veramente conta per i ragazzi.

I ragazzi hanno bisogno di persone che ispirino.

I ragazzi hanno bisogno di coerenza.

I ragazzi hanno bisogno di persone preparate.

E tu hai il diritto di pretenderlo e soprattutto di pretendere che il PDP sia rispettato.

I passi devono essere obbligatoriamente questi:

  • Consegni la certificazione;
  • Viene redatta una bozza del PDP;
  • Leggi la bozza del PDP e fai le opportune modifiche (e non credere a chi ti dice che non puoi correggerlo, sistemarlo o farlo revisionare dal professionista che segue tuo figlio);
  • Solo a quel punto lo firmi;
  • Ricorda che ogni 2 mesi può essere revisionato.

A questo punto però inizia il tuo lavoro vero e proprio:

DEVI MONITORARE CHE VENGA APPLICATO.

E non accettare scuse! Ne va del successo e del benessere di tuo figlio.

Non accontentarti della mediocrità che vedi in giro, ma pretendi sempre e costantemente che venga applicato quello che è scritto nella legge 170.

Lo so. E’ frustrante fare i controllori, ma è l’unica strada quando incontri questi personaggi.

Affidati a professionisti che sappiano quello che fanno e vedrai che potrai superare con più facilità queste sfide.

Sii educato, ma fermo. Non accettare che prendano in giro tuo figlio.

Credimi, vorrei che il mio lavoro in W LA DISLESSIA! fosse solo quello di aiutare i ragazzi ed i genitori ad affrontare con successo il mondo della scuola e delle difficoltà di apprendimento, ma purtroppo ogni tanto (spesso a dire il vero) dobbiamo armarci di forza e determinazione e ricordare al mondo della scuola che le cose sono diverse rispetto solo a qualche anno fa.

Non c’è alternativa al formarsi ed al crescere. Se gli insegnanti non lo capiscono fallo tu.

Studia gli articoli che scriviamo, partecipa al nostro gruppo (www.wladislessia.com/gruppo), guarda i nostri video, ma non fermarti mai.

In questo modo sarà una partita che potrai vincere.

“Non cambierai mai la tua vita finché non cambierai qualcosa che fai tutti i giorni.” – Mike Murdock

Alla prossima puntata!

Valentina

 

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Alessandro Rocco

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